25 Marzo 2019

Metro A, caos manutenzioni I pm: «Lavori peggiorativi»

roma, nel decreto di sequestro della stazione barberini l’ allarme sicurezza della procura stop ai 12 indagati: «i loro interventi sulle scale mobili mettono in pericolo gli utenti»
L’ INCHIESTA ROMA Gli interventi di manutenzione che alimentano i guasti, invece di eliminarli. Si profila un’ ipotesi inquietante nell’ inchiesta sulle scale mobili della linea A della metropolitana di Roma, che da mesi vanno in tilt: cedendo o accartocciandosi rischiano di risucchiare gli utenti. È successo in ottobre, nella stazione Repubblica, a 24 tifosi del Cska Mosca rimasti feriti. Ma un incidente fotocopia – senza vittime – si è verificato anche giovedì scorso, alla fermata Barberini – centralissima – chiusa sabato con urgenza su disposizione dell’ Autorità giudiziaria. «Gli interventi di riparazione non correttamente eseguiti – scrive la procura nel decreto con cui ha disposto il sequestro della stazione – potrebbero aver inciso in senso negativo sul corretto funzionamento degli impianti». Gli inquirenti hanno aperto un fascicolo per frode nelle pubbliche forniture, lesioni colpose e disastro colposo – stanno valutando anche l’ ipotesi di interruzione di pubblico servizio – e hanno già iscritto sul registro degli indagati i nomi di 12 persone: quelli di cinque dirigenti dell’ Atac, del legale rappresentate del consorzio che si occupa delle manutenzioni e di vari dipendenti. La procura non ha dubbi: «Vi è fondato pericolo che la libera disponibilità degli indagati, o di altre persone agli stessi collegate, di tutte le scale mobili della stazione Barberini possa aggravare o protrarre le conseguenze dei reati contestati, o agevolare la commissione di altri reati», continua il decreto. LA CONSULENZA A sostegno della tesi dell’ aggiunto Nunzia D’ Elia e del pm Francesco Dall’ Olio, le conclusioni del consulente tecnico incaricato dai magistrati di fare un sopralluogo dopo l’ incidente del 21 marzo, quando un gradino dell’ impianto si è ripiegato su se stesso. Un cedimento simile a quello registrato il 20 febbraio nella stessa stazione. «Nonostante il successivo intervento manutentivo – sostiene il perito – permane una grave compromissione della sicurezza». Da qui, «data la particolare urgenza», la decisione di procedere all’ immediato sequestro preventivo della stazione, visto che proprio due giorni fa a Roma c’ è stata una manifestazione – quella sul clima – che avrebbe potuto «portare un maggiore afflusso sulle scale». La conseguenza, chiosano i pm, sarebbe infatti stata «un grave pericolo per gli utenti». Sabato Atac, per correre ai ripari, ha disposto la chiusura anche di un’ altra stazione centrale, quella di piazza di Spagna, per effettuare controlli agli impianti. MAXI FASCICOLO La procura ha inoltre deciso di ampliare il raggio delle indagini: nel fascicolo confluiranno tutte le segnalazioni di guasto e anomalie di funzionamento che riguardano gli impianti mobili della linea A, dalle scale fino agli ascensori. I controlli e i collaudi, infatti, sono stati effettuati dallo stesso consorzio di ditte. Gli inquirenti hanno già acquisito i report di manutenzione: l’ obiettivo è verificare se siano stati redatti con dati falsi o incompleti. Intanto il Codacons annuncia un’ azione risarcitoria collettiva, «a tutela di tutti gli abbonati Atac», e un esposto in procura contro l’ azienda, in cui si chiede di accertare se la chiusura delle stazioni possa configurare il reato di truffa aggravata «in relazione alla spesa sostenuta dagli abbonati Metrobus». IL CAOS Nel frattempo il centro resta off limits, con le tre stazioni di punta inaccessibili. Mentre si corre il rischio di altre chiusure a catena e conseguente paralisi della città. Nonostante la procura, il 23 novembre, a un mese di distanza dal crollo dei gradini, abbia disposto che le altre scale non coinvolte dal guasto nella fermata Repubblica potessero essere riattivate, la stazione è rimasta sempre chiusa: riaprirà a metà maggio. Secondo Atac, la manutenzione degli impianti è ostacolata dai ritardi nella consegna dei pezzi di ricambio. Un disagio, quello negli spostamenti, che rischia di incidere sui fatturati dei negozi del Centro, diventati quasi irraggiungibili. Tanto che il commissario romano della Confcommercio, Renato Borghi, annuncia: «Chiederemo all’ amministrazione comunale l’ apertura tutto il giorno dei varchi Ztl del centro storico». Michela Allegri Adelaide Pierucci © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox