27 Ottobre 2015

Metrebus, dopo Trenitalia esce anche Cotral. Delrio: «Niente disagi, pronti a intervenire»

Metrebus, dopo Trenitalia esce anche Cotral. Delrio: «Niente disagi, pronti a intervenire»
Il
ministero dei Trasporti rassicura dopo la rottura che rischia di far
saltare il sistema di biglietti integrati sui mezzi di trasporto

di Carmen Plotino Il ministero dei Trasporti è pronto a intervenire sul caso Metrebus dopo la rottura tra Atac, Trenitalia e ora anche di Cotral (che gestisce il trasporto suburbano e interurbano laziale) che rischia di far saltare il sistema di biglietti integrati sui mezzi di trasporto a Roma. Per Cotral, sono troppi i crediti che avanza da Atac, circa 120 milioni di euro e poche le possibilità di mantenere attivo un progetto che con l’uscita di Trenitalia perde le connotazioni originarie. Il ministro, Graziano Delrio, è intervenuto a tal proposito a margine di una conferenza sul quarto corridoio ferroviario. «Sì», ha detto il ministro rispondendo alle domande in proposito: «Non dobbiamo creare disagi— ha aggiunto — per problemi di relazioni tra operatori. Una volta che qualcosa funzionava…». Anche il presidente della commissione Trasporti della Camera Michele Meta è intervenuto sul caso Metrebus: «Martedì proporrò durante l’ufficio di presidenza della commissione che sulla vicenda Metrebus vengano in audizione Comune di Roma, Trenitalia e Regione Lazio».

Cotral: «Fuori dall’1 gennaio»

«L’annuncio dell’uscita di Trenitalia da Metrebus segna di fatto la fine del sistema tariffario integrato, almeno per come è stato concepito e gestito fino ad oggi. Nonostante Cotral abbia cercato in questi mesi il dialogo con Atac, nessuna buona volontà è stata dimostrata dall’azienda romana per trovare una qualsivoglia soluzione. I crediti di Cotral nei confronti di Atac ammontano a 120 milioni di euro: soldi incassati da Atac per servizi resi da Cotral e mai ridistribuiti. Per tutte queste ragioni Cotral ha fissato la data dell’1 gennaio come l’ultima possibile prima di disdettare il sistema Metrebus, intraprendendo in questi mesi tutte le azioni legali necessarie per recuperare la quota della bigliettazione mai incassata», così si legge in una nota di Cotral. «Un sistema tariffario integrato è uno strumento indispensabile per incentivare il servizio di trasporto pubblico in un’area come quella laziale – dichiara l’amministratore delegato di Cotral Arrigo Giana – ma non può funzionare se un soggetto gestisce tutte le informazioni e i flussi finanziari e gli altri nulla. Siamo pronti a discutere una nuova organizzazione del sistema solo se la gestione, verrà affidata ad un soggetto terzo rispetto al quale le aziende aderenti avranno la medesima possibilità di controllo. Atac dovrebbe responsabilmente fare un passo indietro come gli stiamo suggerendo da mesi, purtroppo inascoltati».

Codacon e la class action

«Se Trenitalia e Cotral usciranno dal sistema Metrebus, contro Atac verrà sferrata una class action milionaria, tale da ridurre potenzialmente sul lastrico la società del trasporto pubblico capitolino». Così in una nota il Codacons, «dopo l’annuncio di Trenitalia e Cotral dell’uscita dal sistema tariffario integrato a causa dei debiti non pagati da Atac nei confronti delle due società e la mancanza di risposte sulla gestione dei biglietti». «Contro Atac per conto di tutti gli utenti del trasporto pubblico della capitale – afferma il Presidente Carlo Rienzi – L’uscita di Trenitalia e Cotral da Metrebus, infatti, produrrà danni immensi per i cittadini sotto più punti di vista. Ci sarà un aggravio di costi per milioni di euro all’anno a carico dei passeggeri, costretti ad acquistare un nuovo biglietto per utilizzare treni e bus finora compresi nel titolo di viaggio Metrebus, e disagi a non finire per i pendolari.

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