6 Ottobre 2001

Metrò, la Procura apre un?inchiesta

Dopo l?allarme del direttore Curci e la relazione dei vigili del fuoco, la parola passa ai giudici. Ogni giorno 200mila passeggeri oltre la capienza limite
Metrò, la Procura apre un?inchiesta
Linea A pericolosa, sovraffollamento nel mirino: ora si cercano le responsabilità penali

Metro A ancora sotto accusa. Anzi sott?inchiesta. Le condizioni di salute della linea A si sono aggravate ulteriormente. Al punto che i tratti più vetusti della metropolitana sono ora al centro di un`indagine avviata dal gruppo ambiente della Procura di Roma in collaborazione con il Comando provinciale dei Vigili del fuoco. Il primo atto del pm Ferraro, il magistrato che segue il procedimento, è stato quello di chiedere alcune informazioni alla società Met.ro Spa. Storie note, problemi che si trascinano da sempre: capacità di trasporto dei convogli, punte massime di affollamento, presenze secondo le fasce orarie e le planimetrie delle stazioni. Notizie indispensabili per la procura, per aggiornare e valutare lo stato di sicurezza della linea la cui realizzazione risale ad un`epoca precedente all`entrata in vigore della normativa sulla sicurezza dei trasporti nelle metropolitane. In primavera era stato lo stesso direttore della Met.Ro Angelo Curci a lanciare l?allarme suggerendo una soluzione: «In caso di sovraffollamento – disse – chiudiamo l?accesso alle Stazioni di Piazza di Spagna e Piazza Barberini». Proposta bocciata dallo stesso Consiglio d?amministrazione dell?azienda e contestata in tutti i modi da associazioni di quartiere e di tutela dei consumatori. Ai Vigili del fuoco, il mese scorso, fu richiesta dalla prefettura una relazione per mettere a punto possibili misure migliorative. E subito venne individuato il tallone d?Achille: la capacità di deflusso pregiudicata da vari fattori e in alcuni punti ben localizzati dall?esistenza di barriere. Da qui la proposta di mantenere sempre libere da ogni ostacolo le uscite di emergenza delle stazioni e di informare gli utenti sui corretti comportamenti da tenere in caso di emergenza, anche ricorrendo a opuscoli divulgativi. Altra proposta fu quella di dotare gli ambienti delle stazioni e le gallerie di un efficace impianto di illuminazione alimentato da batterie.
Emerse insomma un quadro poco rassicurante, tenendo conto del flusso medio di passeggeri che si attesta intorno ai 477 mila giornalieri, 200 mila in più di quanti la linea ne potrebbe sopportare in condizioni ottimali. E solo 5 stazioni, dato che si commenta da solo, risultarono sicure.

I vigili del fuoco dovranno ora individuare se esistano responsabilità di tipo penale connesse alla gestione dell?impianto in condizioni di obiettiva insicurezza. Per il momento non risultano indagati, ma non è da escludere che al fine di compiere atti istruttori necessari all?indagine il magistrato possa inviare avvisi di garanzia.

Molte soluzioni, del resto, sono state prospettate in questi mesi e poi puntualmente scartate. L? assessore alla Mobilità, Simone Gargano, aveva proposto in estate di riportare su gomma il traffico-passeggeri in esubero. Ma l?idea è sfumata in 24 ore: essa avrebbe comportato – secondo gli esperti che più volte hanno studiato il problema – la necessità di spostare capolinea di autobus, portando in superficie un traffico insostenibile. Si è pensato allora ad altre soluzioni. Ad esempio come far viaggiare i treni a pieno regime, rimettendo in sesto 4 motrici e provvedendo alle riparazioni direttamente sul percorso, evitando il rientro nei depositi.

Banale dirlo, ma la vera soluzione per alleggerire la Metro A è la Metro C. Ancora, purtroppo, lontana. Seppure non abbastanza da non alimentare una piccola polemica tutta interna alla maggioranza che sostiene il sindaco Veltroni. All?assessore Gargano, per il quale il tratto Ottaviano-San Giovanni potrebbe essere finanziato dai privati, il presidente della Commissione Trasporti, Mauro Calamante risponde: «La realizzazione del project-financing mi sembra altamente improbabile, per saperne di più convocherò l?assessore».

E sempre in tema di mobilità e di costi, c?è chi esprime preoccupazione per il possibile aumento del biglietto e propone di utilizzare lo stesso ticket due volte nei giorni feriali e tre nei festivi. Lo chiede il Codacons in vista dei possibili aumenti dovuti all`introduzione della moneta unica. Il prezzo del biglietto, infatti, potrebbe essere arrotondato per eccesso e portato ad un euro, con un aumento pari a 436,27 lire. «A un maggior costo – dice il Codacons – deve corrispondere un miglior servizio pubblico. Deve essere data la possibilità, a chi ha effettuato un viaggio in autobus ad esempio di mattina, di utilizzare lo stesso ticket anche il pomeriggio, oppure il giorno dopo. Lo stesso dicasi per i viaggi in metro».

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