17 Novembre 2006

Metró, domani la perizia

Metró, domani la perizia

Trecento le parti offese. E in Commissione parola ai macchinisti


DOMANI la Procura della
Repubblica conferirà l?incarico
per la perizia tecnica che
dovrà chiarire le cause dell?incidente
sulla metropolitana
del 17 ottobre scorso.
Nello scontro tra due treni
perse la vita la giovane ricercatrice
Alessandra Lisi, ma
potrebbero essere oltre 300
le persone convocate dal tribunale
come parti offese. Il
perito del tribunale è il professor
Giorgio Diana del Politecnico
di Milano. Il pm Elisabetta
Cerniccola ha individuato
le parti lese sulla base
dei referti ospedalieri stilati
nelle varie strutture di pronto
soccorso dopo l?incidente.
Unico indagato per omicidio
colposo, disastro colposo e
lesioni gravissime è il macchinista
A.T. Ma sullo scontro
continua anche l?inchiesta
della Commissione Trasparenza
del Comune, presieduta
da Roberto Rastelli,
Udc, che ha proseguito i suoi
lavori ascoltando i sindacati
dei macchinisti.
I sindacati dei macchinisti
Condizioni di lavoro, turni,
stress, ore di straordinario, i
temi al centro delle domande
poste dai consiglieri,
pochi, presenti alla riunione.
Da Simona Rossitto della Uil
la precisazione che non spetta
al sindacato individuare
le cause dell?incidente, mentre
Alessandro Capitani della
Cgil ha precisato che il tempo
macchina, cioè il tempo
alla guida sul totale dell?orario,
è pari se non inferiore a
quello delle altre città. Alberto
Chiricozzi della Cisl ha
spiegato che la struttura del
metró A «è nata vecchia, è
una trave sovraccarica» e di
aver richiesto, invano, di far
parte della commissione che
sceglie le vetture. La struttura,
concordano tutti, è nata
su una frequenza di treni studiata
nel ?78 e oggi con un
numero di viaggiatori decuplicato.
In questo momento
occorrono almeno altri cento
macchinisti in organico,
hanno poi sottolineato i sindacalisti.

Il Codacons

Alla riunione era presente
anche il Codacons, che rappresenta
circa cento feriti nello
scontro del 17. «Siamo stati
molto soddisfatti per l?invito
di Veltroni e Rastelli ?
dice l?avvocato Claudio Coratella
– C?è sicuramente molto
lavoro ancora da fare. C`erano
posizioni contrastanti
e, forse, poca fiducia».

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