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27 Novembre 2001

Metrò bloccato a Roma

Metrò bloccato a Roma
restano a piedi 200 mila

ROMA ? Sei ore di paralisi della metropolitana. Sei ore di caos a Roma, duecentomila persone sono rimaste a piedi. Molti sono arrivati tardissimo al lavoro o, scoraggiati dal calvario, hanno deciso di fare dietrofront e tornarsene a casa. Tanto c?era la ?giustificazione? della Met.ro ? gentilmente distribuita ai malcapitati che ne facevano richiesta ? a coprire l?assenza.

Di fronte all`inferno che si è scatenato ieri mattina, anche il sindaco della capitale Walter Veltroni ha avuto un soprassalto. E ha inviato una lettera di fuoco a Franco Cervi e ad Angelo Curci, rispettivamente presidente e direttore generale della Met.ro.
Nella missiva, si parla di guasti «di eccezionale gravità, con effetti pratici di intollerabile disagio per i cittadini» e si chiede «con urgenza» una dettagliata relazione sui motivi dei guasti, su quanto sia stato fatto per prevenirli e su quanto si intenda fare in futuro, «non potendo una città come Roma evidentemente sopportare situazioni di tale tipo».
Il blocco è durato dalle 8 alle 14. L?interruzione del servizio è avvenuto tra le stazioni di Colli Albani e Lepanto: un asse dell?ultimo vagone di un treno si è rotto durante il trasferimento alla galleria di ricovero di Termini. Per aiutare i viaggiatori è stato approntato un servizio alternativo di autobus, ma è stato comunque il caos. Troppo pochi i mezzi di superficie per smaltire un flusso tanto straordinario di passeggeri.

Il risultato? Taxi presi d?assalto, passeggeri furiosi e ripercussioni catastrofiche sulla circolazione viaria in una zona compresa tra San Giovanni e Prati. Alle 14, finalmente, il traffico è ripreso a scorrere normalmente. Codacons, Adusbef e Federconsumatori hanno annunciato una denuncia per interruzione di pubblico servizio: «Non è ammissibile che in una capitale europea come Roma un guasto tecnico provochi un?interruzione così prolungata del servizio».

Le tre associazioni di categoria hanno anche invitato gli utenti che hanno subito disagi a contattarle «per ottenere il giusto risarcimento dei danni patiti dinanzia la giudice di pace».

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