6 Ottobre 2017

Metallo radioattivo: si cerca l’ origine Esposto in Procura del Codacons

Seppur minime e ininfluenti per l’ ambiente e per la salute, le concentrazioni di rutenio radioattivo (isotopo Ru-106) non sono diminuite rispetto a quelle registrate il 2 ottobre nel laboratorio Arpa Lombardia di via Clara Maffei a Bergamo. Concentrazioni che hanno fatto scattare l’ allerta al Centro regionale di Radioprotezione attivando la rete dei laboratori di riferimento europei e informando del fenomeno anche l’ Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). «I livelli di rutenio – precisa in una nota Arpa Lombardia – sono rimasti pressoché invariati in questi giorni, anche a causa della debole circolazione che non ha favorito il rimescolamento atmosferico. Il netto afflusso di aria da nord-ovest atteso dalle prossime ore dovrebbe favorire un ricambio. Saranno poi le analisi dei prossimi giorni a dirci se le concentrazioni diminuiranno o si manterranno stabili. Si tratta sempre di tracce molto modeste, di nessun significato ambientale e sanitario». «Salute al sicuro» «Per cominciare a preoccuparci della nostra salute – spiega Maria Teresa Cazzaniga, direttore del Settore Attività produttive e controlli dell’ Arpa Lombardia – le tracce dell’ isotopo dovrebbero essere almeno mille volte superiori a quelle registrate». Le cause ignote Ancora ignota la causa della «nube» radioattiva che oltre a Bergamo ha interessato anche altre località: Friuli (in concentrazione maggiore), Svizzera, Austria, Repubblica Ceca, Svezia, Polonia e Norvegia. Il Codacons ha presentato un esposto in Procura per chiedere che venga fatta luce sull’ origine. Si esclude una contaminazione derivata da incidenti a impianti nucleari oppure esplosioni di missili: in questo caso, al rutenio dovrebbero accompagnarsi anche altri tipi di isotopi. Probabilmente si è di fronte all’ incenerimento accidentale di una fonte del metallo scoperto dal chimico russo Karl Klaus nel 1844. «Le nostre analisi sui tetti di via Maffei – rassicura Cazzaniga – continuano, come sempre, a cadenza quotidiana a maggior ragione in questi giorni». Bruno Silini.

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