Metà ricchezza al 10 per cento delle famiglie
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fonte:
- Il Fatto Quotidiano
Secondo il rapporto annuale di Bankitalia sulla ricchezza delle famiglie il 10 per cento più ricco d’ Italia detiene quasi la metà (il 45, 9 per cento) della ricchezza privata. Mentre la metà dei nuclei più poveri, che sono il 2, 8 per cento, vive in profondo rosso, cioè ha una “ricchezza netta negativa”. In casi come questi neanche il possesso di una casa riesce a compensare lo stato di indigenza. Cosa vuol dire? Che la forbice della disuguaglianza sociale si è allargata. Una crisi nella crisi. Perché la situazione è peggiorata in generale per tutti, portando le lancette del tempo indietro agli anni Novanta, quando si stava sicuramente meglio. Rispetto al 2007 infatti, la ricchezza ha segnato un calo pari al 5, 8 per cento. Solo nel giro di un anno, dal 2010 al 2011, si è registrata una flessione del 3, 4 per cento. E poi, l’ ennesima discesa, dello 0, 5 per cento, nel primo semestre del 2012. Dodici mesi fa il patrimonio in mano ai privati toccava quasi i nove miliardi di euro, corrispondenti a poco più di 140 mila euro a testa e 350 mila euro in media per famiglia. SEMPRE SUL DOSSIER diffuso ieri da Palazzo Koch si legge che “le attività reali, in gran parte le abitazioni, rappresentavano il 62, 8 % del totale delle attività; quelle finanziarie, invece, erano il 37, 2 %”. Nello stesso periodo però le famiglie italiane hanno ripreso a comprare i titoli pubblici (Bot e Btp), facendo lievitare la spesa di 30 miliardi di euro. C’ è però un’ ultima nota dolente, quella sul debito delle famiglie, che ammonta a 900 miliardi di euro. Lo scenario si aggrava e il Codacons sollecita il governo a prendere misure straordinarie a sostegno dei cittadini meno abbienti. Per l’ associazione dei consumatori un modo sarebbe quello di chiedere alle famiglie più ricche un contributo di solidarietà a cui andrebbe aggiunta, una tantum, un’ aliquota marginale Irpef superiore al 43 % per chi dichiara più di 90. 000 euro. Ma restiamo comunque ricchi agli occhi degli altri. Se ci confrontiamo con i Paesi del G 7, la nostra ricchezza corrisponde a 8 volte il reddito disponibile, contro l’ 8, 2 del Regno Unito, l’ 8, 1 della Francia, il 7, 8 del Giappone, il 5, 5 del Canada e il 5, 3 degli Stati Uniti. Anche il debito delle famiglie, che rappresenta il 71 % del reddito disponibile, non sarebbe così alto se confrontato a quello di Francia e Germania (circa il 100 per cento), Stati Uniti e Giappone (125 per cento), Canada (150 per cento) e Regno Unito (165 per cento).
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