27 Aprile 2012

Metà dei pensionati vive con meno di mille euro al mese

Metà dei pensionati vive con meno di mille euro al mese

ROMAUn pensionato su due vive con meno di 1.000 euro: è quanto si evince dai dati Istat, che ha ieri fornito le cifre sul sistema previdenziale. Quasi un pensionato su 3 inoltre percepisce tra i 500 e i 1.000 euro, e c’ è poi il 14,4% il cui assegno è inferiore a 500 euro. Più in generale, nel 2010 la spesa complessiva per prestazioni pensionistiche, pari a 258,4 miliardi, è aumentata dell’ 1,9% rispetto all’ anno precedente; in diminuzione, invece, risulta la sua incidenza sul Pil (16,64% a fronte di un valore di 16,69% registrato nel 2009). Le pensioni di vecchiaia assorbono il 71% della spesa pensionistica totale, quelle ai superstiti il 14,9%, quelle di invalidità il 4,5%; le pensioni assistenziali pesano per il 7,9% e le indennitarie per l’ 1,7%. Si nota anche come nel 2010 il numero delle pensioni d’ invalidità scenda bruscamente (-6,6%), mentre anche gli assegni d’ invalidità civile fanno registrare una contrazione (-1,3%). Il 47,9% delle pensioni è erogato al Nord, il 20,5% nelle regioni del Centro e il restante 31,6% nel Mezzogiorno. Ma le differenze non sono solo territoriali: a fonte di un reddito medio annuo da pensione pari a 15.471 euro, le donne percepiscono importi di 12.840 euro, inferiori del 30% ai 18.435 euro degli uomini. In totale i pensionati sono 16,7 milioni e percepiscono, in media, come si è detto, 15.471 euro all’ anno. Il 14,4% dei pensionati riceve meno di 500 euro mensili; il 31% (5,2 milioni di individui) un importo tra 500 e 1.000 euro, il 23,5% tra 1.000 e 1.500 euro e il restante 31,1% più di 1.500 euro. Il 67,3% dei pensionati percepisce una sola pensione, il 24,8% ne percepisce due e il 6,5% tre; il restante 1,4% è titolare di quattro o più pensioni. Preoccupanti i calcoli del Codacons. «I pensionati italiani si confermano i più poveri d’ Europa – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi -. A pesare è soprattutto la pressione fiscale, che nel nostro paese resta elevatissima, mentre altri paesi europei non prevedono alcuna tassazione sulle pensioni». A peggiorare la situazione le ultime misure introdotte in Italia, che hanno determinato un aumento dei prezzi e delle tariffe e una conseguente perdita del potere d’ acquisto, già crollato negli ultimi anni. Basti pensare che dal 1993 ad oggi il potere d’ acquisto di chi percepisce una pensione medio/bassa è calato di oltre il 50%». Preoccupati i sindacati: per lo Spi-Cgil «un intervento sui redditi da pensione non è più rinviabile».
 
 

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