8 Settembre 2006

Mestre Cacciari cerca di far ordine nel caos delle spa comunali

Guardando a conti e bilanci, per il Comune è arrivato il tempo di fare ordine tra le 43 società delle quali è proprietario (18), socio di maggioranza (6) o di minoranza (19). Tanto delicata è la questione, che a presentare ai consiglieri comunali la lista del da farsi è il sindaco in persona, affiancato dall`assessore al Bilancio Michele Vianello, dal direttore generale Vincenzo Sabato e dallo staff della Direzione controllo e società. Cacciari va giù netto. Elenca cessioni (quella di Alata, fallimentare esperienza di gestione flussi turistici, finita con mezzo milione di buco), fusioni (quella “chiacchierata“ tra Actv e Venice Cards, quella che piace a tutti nel settore manutenzione tra Insula, Arti ed Edilvenezia, quella ovvia tra Asm-progettazione parcheggi e Asmg-gestione parcheggi, quella tra Ive e Il Teatro), liquidazioni (Arsenale Venezia a vantaggio di Arsenale di Venezia con l`Agenzia del Demanio), nuovi acquisti (l`ingresso in Invenice, spa con Camera di commercio e porto per la gestione di darsene turistiche). Ma anche investimenti (Casinò e Actv) e punti interrogativi irrisolti (Promomarghera). Con qualche lazzo, come quando gela tutti ricordando che “su Actv pende sempre la spada di Damocle della possibile procedura d`infrazione dell`Unione europea sui biglietti differenziati tra turisti e residenti“, che si risolverebbe in “un disastro per i conti Actv“. Salvo poi aggiungere – a seduta finita – che “è sempre la vecchia storia, non c`è nulla di nuovo, nessuna procedura in corso: l`ho detto per mettere un po` di pepe e far capire che con i trasporti pubblici non si scherza“. Già perché nel futuro di Actv ci sono investimenti da 20 milioni di euro “per trasferire al Tronchetto la darsena per la flotta e il cantiere e liberare così un`area strategica per il Comune, in funzione della residenzialità“. Così, ai consiglieri (Conte, del Codacons) che gli obiettano come non sia etico per un Comune trasformare la destinazione d`uso di un immobile (l`ex sede Actv di Ca` d`Oro) in albergo solo per spuntare un prezzo più alto sul mercato, replica secco. “Il cantiere non è la capanna di Nazareth che si trasferisce per intervento angelico, ci sevrono 20 milioni di euro che non abbiamo: serve una destinazione ad albergo per vendere il palazzo? La faremo“. A chi poi (Reato, Ds) chiede chiarezza sulla miriade di sub-società che molte aziende (da Actv a Vesta) hanno o domanda (Mazzonetto-Lega e Bonzio-Rc) come mai Venice Cards venga “mangiata“ da Actv e non Vela, che pure non fa certo incassi d`oro, ma semmai è stata creata solo per tagliare gli stipendi del personale, il sindaco risponde infastidito: “Certo, lo fanno tutti, perché noi no? Comunque Venice Cards va fusa per non essere dichiarata fallita, mentre Vela vende anche biglietti di Biennale e Fenice“.

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