MESSINA:MATTEOLI,SI’A PONTE; BOSSI,NO NATURA VIOLENTATA/ANSA
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fonte:
- Ansa
DOPO MONITO DI NAPOLITANO POLITICA E ASSOCIAZIONI SI SCHIERANO
(ANSA) – ROMA, 3 OTT – Ha lasciato il segno il monito di ieri
del presidente Giorgio Napolitano, che ha chiesto "sicurezza,
non opere faraoniche", dopo la tragedia di Messina. Mentre per
il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, si devono
"scegliere delle priorità" come il ponte sullo Stretto
perché non ci sono i fondi per mettere in sicurezza tutto il
territorio, c’é anche chi, come Umberto Bossi, plaude alle
parole del Capo dello Stato, posizione condivisa da Pd e
associazioni come Wwf e Italia Nostra. Ambientalisti che trovano
proprio nel leader leghista la sponda più autorevole, visto che
ha parlato di una "natura violentata" e di "sicurezza prima
di tutto". E anche nel Pdl c’é chi, come Fabio Granata, parla
di "sicurezza prioritaria" in Sicilia "rispetto al Ponte
sullo stretto".
– MATTEOLI, SCEGLIERE LE PRIORITA’: "Ho sempre rispetto per le
parole del Capo dello Stato. Siamo di fronte ad un’altra
tragedia immane ma il denaro per mettere in sicurezza tutto il
territorio non c’é’". Riferendosi al ponte sullo Stretto, si
é detto "convinto che l’opera, a caduta, vedrà la
realizzazione anche di infrastrutture indispensabili a Calabria
e Sicilia". Matteoli ha ricordato che quando era ministro
dell’Ambiente venne fuori che occorrevano "70 mila miliardi di
vecchie lire per la messa in sicurezza del territorio. Questi
denari non ci sono, occorre scegliere le priorità, fare i conti
con la realtà e stare con i piedi per terra".
– BOSSI, NATURA VIOLENTATA: Per il ministro delle Riforme "é
sicuro" che si debba pensare alla sicurezza prima di tutto,
anche prima di opere faraoniche: "Diciamo che per troppi anni
si è andati avanti così a spanne e che dove la natura è stata
particolarmente violentata si rischia di pagare un prezzo di
quelli pesanti".
– PRESTIGIACOMO, DA NAPOLITANO RICHIAMO GIUSTISSIMO: "Da
Napolitano è giunto un grande monito per tutti affinché le
politiche ambientali siano fatte giorno dopo giorno". Per il
ministro dell’Ambiente, "il ponte non è alternativo ad altri
interventi. La politica della prevenzione è fondamentale".
– FRATTINI, ZAIA E BRAMBILLA: "In un Paese a così alto rischio
idrogeologico – ha detto il ministro degli Esteri, Franco
Frattini – paghiamo 20-30 anni di violazioni, di edificazioni
selvagge, di prevenzione non fatta". Secondo Luca Zaia
(Agricoltura) "in Italia abbiamo bisogno sia di piccole che di
grandi infrastrutture. Non so se il presidente Napolitano si
riferisse al Ponte sullo Stretto, perché nessuno l’ha capito.
Però non abbiamo mai avuto un programma di opere pubbliche
ampio come quello di questo governo nella storia d’Italia". Per
Michela Brambilla (Turismo) "per troppi anni una certa politica
di questo paese invece di occuparsi dei fondamenti della
sicurezza dei cittadini si è occupata di altro. E Messina ne è
purtroppo una delle tante dimostrazioni".
– GRANATA (PDL): Per il vicepresidente della Commissione
Nazionale Antimafia, Fabio Granata, "nessuna opera
infrastrutturale in Sicilia, a partire dal Ponte sullo Stretto,
può essere anteposta ad un intervento serio ed organico di
consolidamento e salvaguardia del territorio".
– REALACCI (PD): Per Ermete Realacci, responsabile ambiente Pd,
"fa bene Napolitano a tuonare contro l’abusivismo e a ribadire
che al paese non servono inutili opere faraoniche. Il Governo
corregga il tiro, ripristini fondi per la gestione dell’assetto
idrogeologico, con interventi per la sicurezza antisimica".
– ORLANDO (IDV): ‘Quando si capira’ che prima di pensare ad un
ponte occorre pensare ai territori sui quali il ponte dovrà
poggiare?", si è chiesto Leoluca Orlando.
– WWF A GOVERNO, ARCHIVIARE PONTE SULLO STRETTO: Il risanamento
del territorio e l’archiviazione della costruzione del ponte
sullo Stretto di Messina "come unica priorità": queste le
richieste del Wwf al governo dopo Messina. Per l’associazione è
necessaria "una flessibilità del territorio che non può più
essere assediato da costruzioni e cementificazioni".
– ITALIA NOSTRA, TRAGEDIA ANNUNCIATA IN UN PARADOSSO: "Una
tragedia annunciata, in un territorio degradato che ha bisogno
da anni di interventi programmati di tutela mentre per Messina,
invece, si parla di una grande opera come il ponte sullo
Stretto. E’ paradossale". Lo ha detto il segretario generale di
Italia Nostra, Antonello Alici: "Occorre, piuttosto
riorganizzare quello che abbiamo mettendo prima di tutto in
sicurezza e riqualificando il territorio".
– CODACONS: "La cosa gravissima è che non si è provveduto a
mettere in sicurezza le zone che, si sapeva, non avrebbero
retto. La parola adesso passa alla magistratura".
– LE STIME DI BERTOLASO: Secondo il capo della Protezione Civile
la somma che serve per la messa in sicurezza delle aree a
rischio del Paese ammonta a circa 25 miliardi di euro. "Serve
un piano complessivo che parta dalle zone a maggiore rischio.
Sistemare un’area e lasciare quella attigua nelle vecchie
condizioni, non salva naturalmente dai rischi di disastri".
(ANSA).
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