31 Dicembre 2011

Messi in sicurezza gli argini di laghi e fiumi

Messi in sicurezza gli argini di laghi e fiumi
Ora si aspetta uno sforzo della Regione per far diventare il Velino una risorsa turistica

Da Limiti di Greccio al Macelletto, dal Ponte Romano a Ponte Cavallotti. Un lavoro immenso, non ancora finito, ma a buon punto. Opere idrauliche e fluviali come non si vedevano da tempo e che sono state realizzate da Regione, Ardis, Provincia e Comune. In molte curvature pericolose dei corsi fluviali sono stati sistemati anche grandi scogli a protezione degli argini. Prevenzione, sicurezza, parole d’ ordine che la conca reatina ha fatto proprie dopo i danni provocati dalle esondazioni di Velino e Turano. Due milioni di euro di investimenti. Soldi spesi bene per garantire l’ incolumità delle famiglie. Ora anche la passeggiata che costeggia il Velino si fa più bella. A febbraio ricominceranno i lavori di potatura delle piante, pulizia dei viottoli e sfalcio dell’ erba alta tra il Ponte Giovanni XXIII e il Ponte Romano. E poi la pista pedonale-ciclabile sarà allungata. Ormai da quattro anni la Giunta Emili sta prestando la massima attenzione alla riqualificazione nel braccio di Velino che va da Ponte Cavallotti alla Giorlandina. “Ci stiamo spendendo affinché i reatini ci possano andare a camminare o a correre ma anche perché possa diventare un’ attrazione turistica – ha osservato il sindaco – la vecchia Giunta regionale Storace stanziò dei fondi che abbiamo speso per la riqualificazione naturalistica ed architettonica, aspettiamo lo stesso impegno anche da parte della Polverini”. Ed ora il “sogno” è quello di mettere in acqua un battello elettrico che possa transitare su tutto il percorso cittadino del fiume. Un’ imbarcazione agile, a forma di chiatta, capace di diventare un mezzo di locomozione per i reatini e un traghetto turistico per i nostri visitatori. D’ altra parte, il Velino è un bene prezioso per la provincia di Rieti e per l’ intera regione. Troppo spesso, però, si assiste ad una scarsa sensibilità degli amministratori verso i problemi e, soprattutto, verso le prospettive di questo corso d’ acqua. Rimangono osservatori attenti, invece, gli attivisti del Codacons, gli ambientalisti, il Wwf, che, puntualmente, tentano di monitorare la situazione. Occorrono, ad esempio, controlli continui per verificare la stabilità di un’ opera idraulica insistente nell’ alveo del fiume (200 metri a monte di Ponte Romano). E poi, quando arriveranno la sistemazione definitiva di tutti gli argini e la creazione di un Parco-oasi da esportare sulle guide turistiche? Chissà cosa ne pensa l’ assessore regionale all’ ambiente sollecitato sulla realizzazione del Parco Fluviale del Velino. Ad oggi calma piatta. Non si riescono a valorizzare le ricchezze ambientali del nostro territorio.

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