16 Maggio 2009

Meritocrazia e stage all´estero rivoluzione nel pubblico impiego Ma slitta la class action

Berlusconi: Brunetta birichino Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo

ROMA – «Una tecnica da birichino», la definisce Berlusconi. Con la sua minaccia di dimissioni il ministro per la Funzione pubblica, Renato Brunetta, ha forzato i tempi ed ottenuto che ieri il consiglio dei ministri varasse il suo decreto legislativo in attuazione della riforma che introduce la «meritocrazia» tra i dipendenti statali. Il provvedimento arriverà lunedì in Parlamento e prima dell´estate diventerà operativo. Berlusconi, illustrando la riforma Brunetta, ha parlato di «rivoluzione» e ha sottolineato come l´obiettivo sia «riconoscere lo sforzo dei dipendenti pubblici con compensi economici che si danno a coloro che lavorano nel privato». Per Bersani (Pd): «L´idea della riforma della destra è un richiamo all´ordine che comprende sempre un insulto». Il punto centrale della riforma anti-fannulloni è stato illustrato dallo stesso Brunetta ieri in conferenza stampa: «Solo il 25 per cento dei dipendenti pubblici, e il sindacato è d´accordo – ha detto il ministro – avrà a disposizione il 50 per cento di tutte le risorse destinate alla premialità. E´ una cosa mai accaduta». Tanto per farsi un´idea oggi su 160 miliardi di stipendi, circa il 20 per cento sono costituiti dalle cosiddette indennità accessorie o fisse (scatti di anzianità e incentivi alla produttività): in media una indennità accessoria per un impiegato ministeriale oggi conta sulla busta paga circa 200 euro. Oggi queste risorse, che rappresentano il 24 per cento del salario, vengono spalmate in modo uniforme su tutti gli impiegati. Con la nuova normativa gran parte di queste premialità andrà solo ai più meritevoli. Novità anche per i dirigenti: saranno sanzionati anche economicamente se non svolgeranno efficacemente il proprio lavoro. Inoltre l´accesso alla qualifica di dirigente avverrà per il 50 per cento dei posti attraverso un concorso per titoli ed esami. Arriveranno gli stage all´estero (almeno sei mesi all´estero per coloro che vincono il concorso). Per il controllo delle assenze sono confermate le misure già introdotte e sono previsti vari tipi di sanzioni per i casi di false attestazioni di presenze o di falsi certificati medici: licenziamento disciplinare e obbligo del risarcimento del danno e creazione di una specifica fattispecie di reato per il dipendente stesso e per gli eventuali «complici», compreso il medico (per il sanitario compiacente è anche prevista la radiazione dall´albo professionale). E´ inoltre previsto il licenziamento per ripetizione di assenze ingiustificate e ingiustificato rifiuto di trasferimento. Per la class action si registra invece un rinvio motivato sia dalla necessità di acquisire i pareri di Avvocatura e Consiglio di Stato. Comunque Brunetta sembra avere già in testa questo secondo decreto legislativo: «Arriverà in autunno, sarà di sei articoli e sarà coerente con quanto le Camere avranno definito in termini di azione collettiva per il settore privato». Ma le motivazioni addotte non convincono né l´opposizione né le associazioni dei consumatori.  Se Linda Lanzillota del Pd accusa il ministro di «cedere alle resistenze delle a burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei concessionari dei servizi pubblici», il Codacons parla senza termini di «Brunetta sconfitto» e aggiunge: «Ci aspettiamo dimissioni immediate».

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