13 Luglio 2007

“Merito di Bersani? No, sono scaduti i brevetti“

SCONTI AL BANCO La lettura di Federfarma sull`andamento dei prezzi minimizza l`effetto delle liberalizzazioni
“Merito di Bersani? No, sono scaduti i brevetti“



Alla luce dei dati sopra esposti, per Federfarma si sta rafforzando la possibilità concreta che la spesa farmaceutica nel 2007 rientri nel tetto del 13% della spesa sanitaria complessiva. “Il rispetto di questa percentuale è per noi molto complicato – conferma Luigi Cavalieri, direttore di Federfarma Brescia – in particolare per le farmacie che, oltre a contribuire al pay back (autoacquisto del prodotto per non far cadere il prezzo) insieme agli altri elementi della filiera, pagano uno sconto oneroso in favore del Servizio sanitario nazionale, posto esclusivamente a loro carico“ Per il Codacons, di fondamentale importanza è stato anche l`ampliamento del numero di punti vendita che ha determinato un aumento della concorrenza nei mercati dei farmaci da banco e un forte incentivo per le farmacie a praticare sconti. La speranza dell`associazione a tutela dei consumatori è abbattere l`ultimo scoglio e proseguire sulla strada delle liberalizzazioni, con la vendita dei farmaci con obbligo di ricetta negli esercizi commerciali“. Non dello stesso parere Michele De Tavonatti, presidente di Farmacom Brescia (associazione delle farmacie comunali). “La Legge Bersani – secondo il suo punto di vista – non ha raggiunto l`obiettivo prefissato di favorire il cittadino. Le zone che erano scoperte come ad esempio autogrill e paesini della Valtrompia, non sono state raggiunte da corner e parafarmacie. Tanto valeva dar più incentivi alle farmacie comunali che con sè portano un business sociale ed economico“ “È stato molto più decisivo il fatto che sono scaduti i diritti di brevetto di alcuni farmaci – ha sottolineato Vittorino Losio, presidente della Cooperativa esercenti farmacia – la legge ci deve permettere di poter svolgere il nostro lavoro di imprenditore sociale“ “Spesso, parlando di farmaci generici (o equivalenti), si possono compiere degli errori – fa notare Luigi Cavalieri di Federfarma Brescia – sono piuttosto frequenti affermazioni del tipo “costano meno valgono meno“, oppure “fanno male perchè sono prodotti male“, o ancora “le scatolette sono tutte uguali e quindi ci si confonde“. “Per sfatare queste erronee convinzioni, sempre secondo l`associazione a tutela dei consumatori, diviene determinante la figura del farmacista. che non è più solo un esecutore della ricetta medica“. Ne dà conferma il Codacons, secondo il quale sono settantatrè su cento gli italiani che sanno spiegare correttamente che cos`è un farmaco generico.Al farmacista spetterebbe, quindi, il compito di informare il cittadino della eventuale differenza di prezzo tra il generico e la specialità di marca, di guidarlo nella scelta del farmaco equivalente rassicurandolo circa una corretta alternativa e di aiutarlo ad attivare sistemi per l`identificazione di confezioni simili, magari scrivendo sulla scatola del farmaco a che cosa serve quel medicinale o il nome della specialità che costituisce. Quanto ai consumi i paesi con basso livello dei prezzi e bassa penetrazione sono quelli che offrono la più grande possibilità di aumentare i volumi di vendita. Di questi l`Italia pare essere una delle realtà più dinamiche grazie alla dimensione complessiva del suo mercato.

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