28 Maggio 2019

Mercatone Uno, obiettivo Cigs Tavolo con creditori e fornitori

Come promesso alla vigilia del voto alla luce della novità choc del fallimento, all’ indomani delle elezioni europee che non hanno certo sorriso al M5s Luigi Di Maio partecipa al tavolo che lui stesso ha anticipato di 48 ore (era in programma mercoledì) sulla vicenda Mercatone Uno. «Dobbiamo trovare una soluzione», dice il vicepremier ancor prima che il confronto cominci. Alla riunione, oltre al ministro e ai curatori fallimentari della Shernon Holding Srl sono intervenuti anche Sabina Bigazzi, segretario generale Filcams Cgil, Aurora Blanca leader Fisascat Cisl e Stefano Franzoni segretario generale Uiltucs. Il consulto si è chiuso senza certezze, con varie ipotesi ancora in ballo. L’ opzione principale è il ritorno all’ amministrazione straordinaria con nuovo bando per Mercatone Uno. Viene fissato un nuovo appuntamento a stretto giro. «Giovedì tavolo con creditori e fornitori – ha annunciato Di Maio dopo il vertice -. Obiettivo minimo da attuare subito è la Cigs per i lavoratori. Il tribunale di Bologna deve autorizzare la procedura di amministrazione straordinaria e riprendere l’ esercizio provvisorio il prima possibile. Così da consentire il ricorso agli ammortizzatori sociali». Ma si guarda anche al lungo periodo: «Poi parte la fase di reindustrializzazione per dare un futuro certo ai lavoratori. Ce la metteremo tutta lavorando collegialmente con le parti sociali e le Regioni». Dalla mattina è andata in scena la protesta dei dipendenti davanti alla sede del dicastero di via Veneto. Un presidio con richieste chiare avanzate al governo: riaprire i negozi e trovare al più presto una soluzione per farli funzionare. «È scandaloso, dal punto di vista umano, essere avvertiti del fallimento attraverso un post di Facebook», ha commentato Leonarda Caccamo, rappresentante sindacale Filcams- Cgil di Brescia. «Vorremmo – ha aggiunto Caccamo – che almeno si rientrasse in amministrazione straordinaria con i vecchi contratti perché in quest’ ultimo passaggio sono state tagliate le ore contrattuali per la salvaguardia dell’ occupazione». Lo scorso weekend, con le serrande dei 55 negozi in Italia rimaste abbassate, per lo storico marchio della grande distribuzione è andata in scena l’ ennesima tappa di un’ odissea iniziata sette anni fa fra tanti momenti difficili. L’ ultimo, appena un mese fa, quando Shernon Holding aveva presentato domanda di ammissione al concordato preventivo, garantendo la tenuta dei posti di lavoro almeno fino a maggio. Ma la richiesta è stata respinta dal Tribunale, «avendo riscontrato un indebitamento complessivo maturato in soli 9 mesi di attività per oltre 90 milioni, perdite gestionali fisse di 5-6 milioni al mese, la totale assenza di credito bancario e di fiducia da parte dei fornitori», come spiegato dal curatore Marco Angelo Russo. In bilico non ci sono soltanto i 1.800 lavoratori di Mercatone Uno, perché il crac si porta dietro anche un indotto di 500 aziende creditrici per circa 250 milioni non riscossi. E le associazioni dei consumatori invitano a preoccuparsi anche dei clienti che hanno fatto acquisti e ora si ritrovano a serio rischio beffa. «Il governo deve istituire un fondo per rimborsare integralmente quei cittadini che hanno acquistato mobili o altri beni venduti da Mercatone Uno – sostengono dal Codacons – versando in anticipo il denaro senza però ricevere la merce». RIPRODUZIONE RISERVATA IL CRAC AZIENDALE Appuntamento al Mise fissato per giovedì. Il vicepremier Di Maio: «Obiettivo minimo da attuare subito è la Cassa per i lavoratori. Ce la metteremo tutta». In ballo 1.800 dipendenti e 500 imprese dell’ indotto.
luca mazza

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