25 Maggio 2016

Mercato vaccini. L’ Antitrust: serve più trasparenza

Mercato vaccini. L’ Antitrust: serve più trasparenza
L’ authority
individua “forti carenze informative sui costi” e chiede “scelte mediche
univoche e trasparenti, anche per orientare correttamente la domanda”.
Il mercato in Italia vale 300 milioni l’ anno, a carico del Sistema
sanitario nazionale. Nel mondo vale oltre 20 miliardi di euro ed è
dominato da un oligopolio di quattro imprese multinazionali

Si sa che hanno un’ assoluta rilevanza medico-sanitaria, meno si conosce la loro importanza per quanto riguarda l’ aspetto economico. Sui vaccini serve maggiore trasparenza su costi e prezzi. Questo in sintesi quanto sottolinea e chiede l’ Autorità garante della concorrenza e del mercato che ha presentato l’ indagine conoscitiva su ‘I mercati dei vaccini a uso umano’. Quattro multinazionali per un mercato da oltre 20 miliardi. L’ Antitrust segnala “forti carenze informative sui costi” e la “necessità di scelte mediche univoche e trasparenti, anche per orientare correttamente la domanda”. Siamo in presenza, afferma l’ Autorità, di un mercato mondiale di “oltre 20 miliardi dominato da un oligopolio di 4 imprese multinazionali”. GlaxoSmithKline, Sanofi Pasteur, MerckSharpDohme e Pfizer detengono oltre l’ 80% in valore delle vendite complessive dei vaccini. Questo trend, spiega l’ Antitrust, “dipende in gran parte dallo sviluppo di prodotti innovativi che hanno prezzi ben più elevati di quelli tradizionali e sono coperti da esclusive di brevetto particolarmente complesse: ciò ostacola lo sviluppo di versioni generiche dei vaccini, con fenomeni che rendono più difficile la sostituibilità tra prodotti destinati a prevenire una stessa malattia”. In particolare, per l’ Italia, l’ Antitrust ha analizzato le dinamiche di offerta e domanda dei vaccini qualificati come essenziali nel 2010-2015, quando i costi per l’ acquisto di questi prodotti da parte del Servizio sanitario nazionale “sono stati mediamente di 300 milioni di euro all’ anno, spesa destinata a raddoppiare con l’ approvazione del nuovo piano di prevenzione vaccinale”. Rispetto a tali dinamiche, l’ Autorità “ha preso atto positivamente del processo attualmente in corso di riaggregazione della domanda pubblica intorno a un numero limitato di centrali di acquisto, considerandolo idoneo a bilanciare la concentrazione dell’ offerta”. Tuttavia, avverte l’ Antitrust, “è necessaria una maggiore trasparenza informativa, a partire dalla più agevole disponibilità dei dati di aggiudicazione delle gare di appalto”. Per consentire un riequilibrio dei rapporti commerciali tra offerta e domanda, inoltre, l’ Autorità propone di “includere i vaccini in classi di rimborso che assoggettino i prezzi a una contrattazione preventiva con l’ Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per quei prodotti che, dopo essere stati registrati in classi a prezzo libero, vengano compresi nei piani nazionali di vaccinazione, tenuto conto che ciò garantisce acquisti continuati di grandi volumi e in vista di opportune valutazioni sconti-qualità”. Codacons: “Il settore è una giungla”. I risultati dell’ indagine conoscitiva dell’ Antitrust, secondo il Codacons, “confermano in pieno le tante denunce presentate negli ultimi anni, finalizzate ad ottenere trasparenza in favore dei consumatori e ridurre la spesa a carico del Servizio Sanitario Nazionale”. L’ Antitrust «conferma come il settore dei vaccini sia una vera e propria giungla, dove l’ informazione resa agli utenti è scarsa e prezzi e costi a carico della collettività esorbitanti – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Il comparto più delicato è quello dei vaccini pediatrici, dove ogni anno il Servizio sanitario nazionale spreca 114 milioni di euro: nonostante la legge riconosca solo 4 vaccini obbligatori, ai neonati viene somministrato il vaccino esavalente, spesso senza alcuna adeguata informativa ai genitori. Proprio la carenza di informazioni porta ad una grave deviazione delle scelte dei consumatori e alla mancanza di consapevolezza”. Vaccini obbligatori e raccomandati. L’ Antitrust spinge anche ad abolire la distinzione fra vaccini obbligatori e raccomandati, rilevando come “la distinzione abbia perso sostanziale validità, poiché quanto rileva è propriamente la qualifica di essenzialità delle vaccinazioni così come riconosciuta dalla loro inclusione nei Livelli essenziali di assistenza/Piano nazionale di prevenzione vaccinale”. Secondo l’ Autorità è necessario “semplificare la normativa in tema di vaccini”. Inoltre, sottolinea, «le istituzioni competenti – quali, in primo luogo, il Ministero della Salute, unitamente alle amministrazioni regionali cui spetta la concreta declinazione sul territorio di competenza dell’ offerta vaccinale – provvedano a chiarire l’ evoluzione della profilassi” per “determinare una miglior consapevolezza da parte dei consumatori finali dei prodotti vaccinali e sostenere le loro facoltà di scelta”.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this