Meno vaccini alla Sicilia “rossa”
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Non bastava la “zona rossa”, ora anche un taglio alla fornitura di vaccini. Sulle 49.140 dosi che erano state garantite la Sicilia subirà una decurtazione del 23,8 ( 37.440 secondo il piano ritoccato dal commissario nazionale, Domenico Arcuri. In alcune province dell’Isola la Regione ha dovuto frenare la campagna di somministrazione e l’ulteriore sforbiciata potrebbe allungare i tempi, lasciando in attesa gli ottantenni. L’ultimo dato sui vaccini somministrati in Sicilia non è poi così esaltante: 94561 su 125.485 (75,4 con molte regioni che sono oltre l’ In questo scenario la nostra regione continua a registrare dati allarmanti. Ieri la regione con il maggior numero di nuovi casi era la Lombardia (1.603 seguita da Sicilia (1.439 – su poco più di 9 mila tamponi molecolari), Emilia Romagna (1.437 e Veneto (1.369 Le vittime negli ospedali siciliani sono state 35 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 2.989 I ricoveri 1.630 12 in più, dei quali 208 in terapia intensiva, ( – 4). I guariti 431. La distribuzione nelle province vede Catania con 431 casi, Palermo 388, Messina 245, Trapani 44, Siracusa 192, Ragusa 53, Caltanissetta 59, Agrigento 22, Enna 5. Il giro di vite della Pfizer, formalizzato nella scelta unilaterale di ridurre la fornitura all’Italia ha fatto scattare una denuncia penale alle 9 Procure siciliane. presentarla il Codacons: «Chiediamo alle Procure siciliane legge in una nota – di aprire indagini sulla decisione di Pfizer di ridurre le consegne di vaccini, alla luce delle possibili fattispecie penali di inadempimento di pubbliche forniture, truffa, concorso in epidemia colposa e frode in commercio. Il comportamento dell’azienda sembra violare il contratto siglato con lo Stato Italiano, attraverso una riduzione unilaterale e ingiustificata di forniture essenziali per il nostro paese che potrebbe configurare veri e propri reati». Il Codacons sta inoltre predisponendo sul proprio sito un modulo, attraverso il quale tutti i cittadini ultrasettantenni potranno chiedere i danni alla Pfizer per la riduzione delle dosi di vaccino che saranno consegnate nelle prossime settimane all’Italia Ieri è stato il primo giorno di zona rossa in Sicilia, sulla scia dell’ordinanza firmata governatore Musumeci. Strade di Palermo quasi deserte, con le misure anticovid che vietano gli spostamenti per andare a trovare amici e parenti. Nelle città market e qualche panificio e macellaio aperti, mercati popolari vuoti con pochi piccoli capannelli di persone che parlottano, bar aperti, ma non tutti, per asporto o consegne a domicilio. In giro a Palermo molti cittadini in tuta e scarpe da ginnastica, col cane al guinzaglio, bicicletta o col passeggino. Pochissime le auto in circolazione, con via Libertà – l’asse cittadino principale – metà vuota, mentre nella parte chiusa al traffico c’erano decine persone che facevano jogging o giravano in bici. Alla Cala, il porto turistico cittadino, qualcuno gettava la lenza nelle acque non proprio pulite, mentre tante altre persone si facevano una corsetta. In giro poche pattuglie delle forze dell’ordine in una città che il primo giorno di “rosso” ha sentito il bisogno di rispettare i limiti imposti per tentare di uscire dall’incubo Sul versante catanese, invece, la città è stata “colorata” dai ciclisti, più o meno abituati a pedalare. Le strade erano parzialmente vuote e forse per questa ragione spuntavano da ogni angolo catanesi con il caschetto di protezione e in sella alla bici. Che diventa il passaporto per aggirare i divieti: «Sto facendo sport». Dove? «Nei pressi della mia abitazione…». Un fenomeno improvviso, anzi un’improvvisa passione per le due ruote. Tanti forse troppi ieri i ciclisti a Catania, nell’insolita domenica di primo giorno di lockdown. Per il resto, pochi pochissimi a piedi e diverse le pattuglie di forze dell’ordine in giro per le strade del centro, ma anche nei molti quartieri periferici, far rispettare le regole delle due settimane di chiusura totale, nel tentativo di evitare che gli ospedali raggiungano la saturazione dei posti letto. «Siamo in giro e un po’ più permissivi – spiegava un vigile urbano impegnato in uno dei crocevia più trafficati di Catania, per l’occasione semideserto – qualcuno è uscito per strada e noi abbiamo suggerito di restare a casa. Nei prossimi giorni saremo più duri…». Oggi si torna in classe fino alla prima media, tranne nei comuni dove i sindaci hanno deciso di chiudere senza deroghe. La zona rossa siciliana non piace al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: «Ho ripristinato il divieto di stazionamento in quelle zone già indicate nella mia precedente ordinanza e ho esteso il divieto all’ingresso e all’uscita di tutti i plessi scolastici della città. La normativa regionale e nazionale è inadeguata a contrastare la pandemia in corso
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