25 Maggio 2003

Meno tasse solo per le imprese, nella riforma fiscale di Tremonti

Nessun taglio all`Irpef nel 2004

L`economia ristagna, i commercianti protestano

Meno tasse solo per le imprese, nella riforma fiscale di Tremonti




ROMA. Il ministro dell`Economia Tremonti fa sapere on-line, alla vigilia delle elezioni amministrative, di voler ridurre progressivamente l`Irap, la tassa sulle attività produttive, e di voler ridurre l`Irpeg (tassa pagata per lo più dalle grandi aziende) al 33 per cento, dall`attuale 34.
Tremonti pensa inoltre di introdurre una base imponibile unica per le holding che sarà «opzione facoltativa delle società». Il provvedimento, spiega il ministro, dimostrando grande sollecitudine nei confronti delle richieste avanzate giovedì scorso dal presidente della Confindustria Antonio D`Amato, «schematizza l`architettura istituzionale dell`imposta sul reddito delle società». E, aggiunge il ministro, è stato messo on-line proprio per stimolare apporti concreti da parte dei diretti interessati, per sintetizzare poi questi apporti «in un testo che si programma di presentare al Parlamento entro settembre, in vista dell`entrata in vigore del nuovo testo della riforma dal primo gennaio 2004». Altre innovazioni seguiranno, asserisce sempre Tremonti on-line, «dalle imposte dirette alle imposte indirette, fino alla chiusura, con un unico codice fiscale».
Insomma, la riduzione delle aliquote Irpef, cavallo di battaglia del nuovo governo, che avrebbe riguardato tutti i lavoratori, non saranno contemplate neanche in questa Finanziaria. Tanto è vero che il presidente del Consiglio continua a citare il condono come elemento di favore nei confronti dei contribuenti, mentre è un elemento di favore nei confronti delle casse dello Stato.
In questo momento, nulla è sicuro. Neanche le pensioni di anzianità che non dovrebbero essere toccate nella legge delega di Roberto Maroni, che però, conferma di non sapere quali siano le reale intenzioni del governo. Si vedrà dopo l`incontro.
In Italia i proprietari di case, che sono più del 70 per cento della popolazione, pagano tasse più che negli altri Paesi. La Confedilizia rileva che se dal 4 agosto in poi un lavoratore riceve lo stipendio esentasse (prima è servito solo a pagarle), è solo dal 14 settembre che scatta la giornata di liberazione per chi possiede una casa. Negli Stati Uniti il giorno dell`indipendenza contributiva scatta il 19 aprile, in Svizzera il 1 maggio, il 7 giugno per gli inglesi.
Le tasse sono troppo onerose e i consumi languono. Allora Berlusconi annuncia un pacchetto di misure congiunturali che prevederebbero la rottamazione per alcuni beni e grossi sconti sui treni e gli aerei per favorire il turismo. Ma le associazioni dei consumatori protestano perché i consumi sono sotto lo 0 per tutti i generi, tranne per gli alimentari che costituiscono da sempre il nerbo dei consumi «poveri». Secondo Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons, invece che rottamare qua e là, bisogna restituire alla gente ciò che è stato tolto, innanzitutto eliminare i ticket sui medicinali che sono aumentati del 35 per cento nell`arco degli ultimi due anni e introdurre un bonus fiscale di 1500 euro da spendere subito per i redditi inferiori a 15.000 euro.
A chiedere un intervento shock per rilanciare i consumi e allontanare lo spettro della recessione sono anche le associazioni dei commercianti. Sia il presidente di Confcommercio Billè che quello di Confesercenti Venturi chiedono al governo interventi immediati per ridare fiducia alle famiglie. Le rottamazioni non servono.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox