26 Settembre 2004

«Meno costi per i clienti»

Finanziaria, il governatore invita a non trascurare il Mezzogiorno. Maroni rassicura sugli aiuti alle imprese


«Meno costi per i clienti»


Fazio invita le banche a tenere bassi i prezzi dei conti correnti





Roma. Tenere basso il costo dei conti correnti per contenere l?impennata dei prezzi. Il governatore della Banca d?Italia Antonio Fazio chiede al sistema creditizio di fare la sua parte nella lotta al carovita e di compiere ulteriori progressi nel rapporto con i risparmiatori. Intervenendo all?inaugurazione della filiale di Lecce della Banca d?Italia, Fazio ha sottolineato che «nell?attuale delicata congiuntura un contributo a frenare l?inflazione può discendere dal contenimento dei costi dei servizi offerti alla clientela». E si può fare di più anche «sul piano del rapporto con l?utenza, della tutela dei risparmiatori» la nota dolente esplosa con i casi Parmalat e Cirio. Il richiamo alle banche sancisce la tregua tra Bankitalia ed il governo gettando alle spalle il periodo burrascoso delle relazioni Fazio-Tremonti. E giunge nel momento cruciale in cui il Tesoro ha lanciato l?offensiva per tenere sotto controllo i prezzi e alla vigilia della presentazione del provvedimento sulla tutela del risparmio che sarà agganciato al disegno di legge collegato alla Finanziaria e in cui è stata stralciata la parte relativa ai poteri di Bankitalia.
Nel primo intervento dopo la pausa estiva, Fazio ha parlato anche della Finanziaria. E ha messo in guardia contro il rischio che la prevista razionalizzazione del sistema degli incentivi pubblici sottragga risorse agli investimenti nel Mezzogiorno. Perchè – ha spiegato – «non è chiuso il divario economico tra le regioni del Centro Nord e il Mezzogiorno, e il dualismo rende tuttora centrali i problemi del Sud del Paese». La replica del ministro del Welfare Roberto Maroni non si è fatta attendere. «Come sempre presteremo la massima attenzione. Ma staremo attenti a rendere gli incentivi alle imprese efficaci eliminando gli abusi che sono molto elevati».
Anche la Cisl lancia l?allarme sulla manovra. Con il tetto di spesa fissato al 2% – ha denunciato il segretario confederale Raffaele Bonanni – si delinea «una vera stangata per la parte più debole del Paese». Infatti i tagli in alcuni settori chiave – come infrastrutture ed investimenti pubblici – arriveranno al 18%. Mentre il leader di Rifondazione invita a «dire un no grande come una casa ad una finanziaria che prevede tagli per 30 miliardi di euro», fanno discutere gli interventi per le famiglie e le imprese.
Il ministro Maroni si è detto ottimista sulle risorse per l?introduzione del bonus per il primo figlio a partire dal 1 gennaio 2005. «Stiamo lavorando per renderle disponibili» ha annunciato ieri. Per quanto riguarda l?Irap il collega dell?Innovazione Lucio Stanca ne ha chiesto la cancellazione definendola «una tassa iniqua e demenziale».
A fronte delle parole di Fazio, mostrano pessimismo i consumatori, che rilanciano chiedendo un «conto sociale per giovani e famiglie» e prendono come un tardivo risveglio le dichiarazioni del governatore. «Meglio tardi che mai», commenta il presidente dell? Adusbef, Elio Lannutti, secondo cui «finalmente Fazio si è accorto degli altissimi costi di un conto corrente bancario, che superano i 600 euro l?anno». Lannutti, parlando a nome dell?Intesa dei consumatori, chiede un conto sociale: cinque euro al mese, 70 l?anno per i giovani, dieci euro mensili (120 annue) per le famiglie. La chiamata di Fazio, sottolinea il presidente del Codacons Carlo Rienzi, arriva in ritardo di almeno dieci anni e per essere efficace avrebbe dovuto comprendere la richiesta di un ribasso dei costi almeno del 20%.

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