“Meno conflitti per il risparmio“
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
ROMA A palazzo Madama ieri è stata giornata di audizioni. La commissione Finanze del Senato, che ha aperto un`indagine conoscitiva sulla legge sul risparmio, ha ascoltato i pareri delle associazioni dei consumatori, dei rappresentanti dell`associazione italiana revisori contabili, degli analisti finanziari, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e di Assoservizi fiduciariditruste investimento. I professionisti Alla commissione presieduta da Giorgio Benvenuto i consigli nazionali dei dottori commercialisti e dei ragionieri hanno illustrato le proprie considerazioni sulla riforma del risparmio. Cinque i punti su cui dottori e ragionieri insistono per “rendere effettive e praticabili le garanzie a favore dei risparmiatori“: l`indipendenza degli amministratori delle società quotate, la tutela dei portatori di strumenti finanziari, la limitazione al cumulo degli incarichi, la limitazione della responsabilità civile e il conflitto di interesse. “Seppur non si possano negare le responsabilità dei diversi soggetti ed organi deputati al controllo e alla vigilanza – si legge nella relazione congiunta dei dottori commercialisti e dei ragionieri – non può trascurarsi che tanto nel caso Parmalat, quanto nel caso di altri dissesti in Italia e nel mondo, forte è la situazione di conflitto di interesse dei soggetti coinvolti“. Alla commissione Finanze commercialisti e ragionieri hanno poi consegnato alcune osservazioni allo schema del decreto legislativo attuativo della delega al Governo per il coordinamento legislativo contenuta nell`articolo 43 della legge 262/2005. I comsumatori “Deludente, insufficiente, inadeguata“. Così le associazioni dei consumatori hanno descritto la “riforma della legge di riforma sul risparmio“. L`Adusbef ha parlato senza mezzi termini di “aborto di riforma“, che potrebbe addirittura essere “dannosa per i risparmiatori“. Le cinque associazioni (Adusbef, Codacons, Adoc, Adiconsum e Federconsumatori) propongono un più efficiente coordinamento tra le autorità di controllo,ma soprattutto un loro efficace riordino, in modo da non lasciare scoperti interi settori del risparmio. Sul fronte della perseguibilità penale dei reati, Claudio Melchiorre (Adoc) ha avanzato l`ipotesi di rivedere la soglia minima per la perseguibilità dei reati finanziari e societari. In base all`attuale normativa in vigore, infatti, per essere perseguibili i reati finanziari devono superare l`1 per mille dei risparmiatori censiti dall`Istat, con un danno causato pari almeno all`1% del prodotto interno lordo, ovvero 1,3 miliardi di euro. Chi più, chi meno, le associazioni dei consumatori hanno tutte affermato che serve un riordino delle authority. “C`è ancora troppo squlibrio – ha spiegato Elio Lanutti, presidente dell`Adusbef -. Banca d`Italia ha 8mila lavoratori, l`Antitrust e le altre autorità solo 300 o 400“. Nel corso dell`audizione,Assirevi, che riunisce 14 delle 21 società di revisione iscritte all`Albo della Consob,ha ribadito che serve un tetto quantitativo alla responsabilità civile delle società di revisione contabile, la cosiddetta liability cap. Tale provvediemento si rende necessario- secondo Assirevi – sia in virtù delle richieste risarcitorie per importi elevati,sia per la difficoltà di reperire compagnie assicurative disposte a stipulare polizze danni di responsabilità civile delle società di revisione. L`Aiaf, associazione italiana analisti finanziari, ha richiamato l`attenzione sulla regolamentazione e l`indipendenza dell`analista finanziario, sottolineando l`esigenza di inserire esplicitamente il termine di “analista finanziario“ dove si fa riferimento ai “soggetti che producono o diffondono ricerche o valutazioni, nonchè i soggetti che producono o diffondono altre informazioni che raccomandano o propongono strategie di investimento“.
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