10 Gennaio 2013

Meno bus e strisce blu Pronta la class action

Meno bus e strisce blu Pronta la class action

 

 

LECCE – Il Codacons avvisa: «Gli amministratori sappiano che il taglio delle percorrenze ai bus urbani e la ventilata estensione delle strisce blu ci hanno indotti a valutare l’ avvio di una class action». L’ atto di accusa Le parole dell’ avvocato Piero Mongelli, responsabile dell’ ufficio legale di Codacons Lecce, si aggiungono alle polemiche che, nei giorni scorsi, sono scoppiate tra gli stessi esponenti della maggioranza di centrodestra a Palazzo Carafa, dopo i colpi di forbice alle linee urbane gestite dalla partecipata comunale Sgm. Martedì scorso, Giuseppe Ripa, in Commissione Traffico, non ha esitato a esternare apertamente il suo dissenso all’ assessore alla Mobilità, Luca Pasqualini in merito alla rimodulazione dei servizi di trasporto su gomma. Ripa non le ha mandate a dire, probabilmente seccato per la piega che le politiche sulla mobilità, di cui era responsabile come assessore al ramo nella precedente amministrazione, hanno preso da qualche a mese a questa parte. E peraltro le critiche piovute sulle ultime scelte riguardanti i bus cittadini sono state trasversali con una bocciatura su tutta la linea da parte dei consiglieri di Pdl, Pd, Io Sud e Lecce bene comune. «Qui viene impunemente calpestato il diritto alla mobilità dei cittadini – attacca Piero Mongelli – con una progressiva chiusura della città entro il perimetro dei viali. Non capisco perché debbano essere penalizzati tutti coloro che abitano nelle periferie. Ci stanno caricando il peso di tutti i debiti senza darci in cambio nulla. Anzi, una cosa ce la stanno lasciando, un filobus che è costato un sacco di soldi e che non servirà a niente». Il Comune ha deciso recentemente di assestare un taglio secco di 340mila chilometri annui alle corse degli autobus urbani, risparmiando 680mila euro. Di conseguenza, la Sgm ha rimodulato il programma delle corse per il 2013, secondo il Codacons, penalizzando gli utenti. «Comprendiamo bene le difficoltà dei cittadini, ma siamo stati costretti a intervenire attraverso una spending review su base comunale – ribatte l’ assessore Luca Pasqualini – per limitare spese che non ci potevamo più permettere. Noi oggi stiamo riproponendo il chilometraggio che la Regione ci finanzia e non possiamo fare di più per indisponibilità di risorse. Siamo intervenuti anche su linee abbastanza utilizzate, però potremmo ricalibrare il servizio sulla base delle esigenze dei cittadini, senza, comunque, aumentare i chilometri». Il piano Con delibera 289 del 7 maggio 2007, la giunta municipale programmò un progressivo incremento delle percorrenze, sino al raggiungimento di 2.100.000 chilometri all’ anno. Seguì un contratto di esercizio stipulato con Sgm per quegli stessi volumi. Per l’ esattezza, 1.560.224 chilometri annui venivano finanziati dalla Regione Puglia come servizi minimi con contributo annuale di 2.825.045,69 euro oltre iva, e 539.776 chilometri, quali percorrenze aggiuntive, erano coperti dall’ amministrazione comunale con 977.354,45 euro oltre iva. Tali percorrenze, causa penuria di risorse finanziarie, furono poi ridotte di circa 200.000 chilometri all’ anno con delibera di giunta 802 del 29 ottobre 2010. Il programma di esercizio venne, quindi, ridimensionato di 1.900 chilometri annuali. Anche i sindacati hanno avuto modo di criticare le scelte dell’ amministrazione e di Sgm. Le sigle Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal, rappresentate rispettivamente da Domenico Conte, Raffaele Ricciato, Antonio Perrone e Antonio Rizzini, si sono fatte sentire chiedendo a Palazzo Carafa di tornare sui suoi passi.

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