28 Dicembre 2013

Meno affari, anche sui saldi lo spettro del calo

Meno affari, anche sui saldi lo spettro del calo

LORENZO ROSOLI Un miliardo di euro. È quanto spenderanno le famiglie lombarde, sommando il giro d’ affari destinato ai regali di Natale, 620 milioni di euro, e quello previsto per i saldi, 380 milioni. A Milano e a Monza si registra la percentuale più alta di famiglie che ha fatto acquisti prima dei saldi: una su cinque. Altrove si preferisce aspettare. I saldi invernali in Lombardia partiranno il 4 gennaio. Il budget per acquirente sarà di 128 euro, contro i 146 dell’ anno prima. Sotto la media regionale Milano (125 euro), sopra Monza (131 euro), su tutte Varese (164 euro). Ad acquistare di più saranno gli adulti (145 euro il budget destinato ai saldi), di meno gli ultra 65enni (85 euro). Così dicono le stime dell’ Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza. Secondo l’ indagine Le famiglie e le festività natalizie resta stabile la percentuale di quanti attendono i saldi per fare acquisti: il 44%. Era il 43% l’ anno pri- ma. Quel 44% sale al 52% tra le famiglie con reddito alto, scende al 29% tra le famiglie a basso reddito. In calo (dal 16% al 14%) le famiglie che hanno già fatto i loro acquisti prima dei saldi. La crisi incalza. Ma secondo l’ indagine della Cdc brianzola, le famiglie lombarde non hanno rinunciato ai regali di Natale: 142 euro la spesa per famiglia, contro i 134 del 2012. Per far quadrare i conti il 43% delle famiglie ha scelto di fare meno regali, mentre il 24% ha rinunciato all’ acquisto. Come sono stati spesi i 620 milioni dei regali natalizi? Su tutto le famiglie hanno scelto abbigliamento, accessori e calzature (52%), poi libri, cd e giocattoli (32%). Gioielli e bigiotteria sono passati dall’ 1% del 2012 al 6% del 2013; invariate le percentuali per elettronica di consumo e beni alimentari (l’ una e l’ altra rimaste al 16%). In calo i regali utili per la casa (dal 13% al 5%). Dove sono stati fatti gli acquisti? Centri commerciali e ipermercati restano i preferiti: li hanno scelti 6 famiglie su 10 (erano 8 su 10 nel 2012). Gli acquisti nelle grandi catene sono passati dal 20% del 2012 al 30% del 2013, i negozi di vicinato e di quartiere e le botteghe artigiane dal 7% al 10%. Invariato il dato degli acquisti online (4%) e alle bancarelle di mercatini e fiere di Natale (10%), in calo i grandi outlet (dal 12% al 6%). «Anche quest’ anno ci auguriamo che i saldi possano rappresentare per il comparto del commercio una boccata d’ ossigeno per aprire il 2014 con un nuovo slancio, nell’ attesa di provvedimenti strutturali per la crescita e la ripresa, che incrementino il reddito disponibile e quindi il potere d’ acquisto delle famiglie», ha dichiarato Enrico Origgi, membro della giunta della Cdc monzese. Ma le ‘spine’ non mancano. Un esempio? La Svizzera. Che gioca d’ anticipo. Là i saldi sono iniziati ieri. Un problema per i commercianti italiani delle zone di confine. Intanto il Codacons denuncia: «Il 65% dei commercianti milanesi ha già anticipato i saldi. La Regione non rinnova la legge sui saldi anticipati. E i commercianti li fanno lo stesso». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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