Melucci, stop agli impianti con ogni mezzo possibile
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
«Nessuna sorpresa, nessuna variazione sul percorso che abbiamo impostato con l’intera comunità. E quand’anche gli esiti dell’udienza di maggio del Consiglio di Stato dovessero prevaricare l’aspirazione di mezzo milione di cittadini e i diritti fondamentali sanciti dal Tar di Lecce, noi andremo avanti in ogni grado di giudizio, anche in sede europea». Lo dichiara il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, in merito alla decisione di ieri del Consiglio di Stato. I giudici dell’appello hanno infatti sospeso la sentenza del Tar di Lecce che a febbraio scorso ha confermato l’ordinanza del sindaco circa lo spegnimento degli impianti dell’area a caldo perché ritenuti fonte di emissioni inquinanti sulla base della documentazione prodotta dallo stesso sindaco. giudizio, Comune Taranto, Regione Puglia e Codacons hanno chiesto di confermare la sentenza del Tar. ArcelorMittal Ilva in amministrazione straordinaria e Invitalia – futuro partner pubblico di ArcelorMittal – hanno invece chiesto di sospenderla. «Ringraziamo la Regione Puglia per la vicinanza – sostiene Melucci -. Lascia esterrefatti Invitalia, un pezzo di Stato, con tanti interessi a Taranto, che opera in maniera non trasparente e si associa ad ArcelorMittal È un grave danno di credibilità al Governo della transizione ecologica del presidente Mario Draghi». «Ora verifichiamo cosa c’è nel Recovery Plan per l’ex Ilva, di lì capiremo davvero tante cose – afferma ancora il sindaco di Taranto – L’unica certezza è che noi fermeremo l’area a caldo dello stabilimento siderurgico, con ogni mezzo possibile, ogni giorno sarà una pena per loro e per chi intenderà danneggiare ancora la vita dei tarantini e interferire con la svolta della città», conclude. «Ci appelliamo al presidente del Consiglio, Mario Draghi, al ministro della Salute, Roberto Speranza, al ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, affinché sollecitino il commissario Domenico Arcuri e i commissari straordinari Ilva in amministrazione straordinaria a cominciare ad avere maggiore rispetto e considerazione di Taranto e dei suoi cittadini», ha dichiarato invece l’assessore all’Ambiente Paolo Castronovi, dopo che il Consiglio di Stato ha disposto la sospensiva della sentenza Tar del 13 febbraio scorso circa lo spegnimento in 60 giorni degli impianti di ArcelorMittal ex Ilva, Taranto. Con riferimento alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo Castronovi osserva che «mentre su ex Ilva, Strasburgo stigmatizza la mancanza di informazioni dal governo italiano, richieste un anno fa sull’attuazione effettiva del piano ambientale elaborato dalle autorità per garantire che il funzionamento attuale e futuro dell’ex Ilva non continui a mettere a rischio la salute dei residenti e l’ambiente Invitalia, un pezzo di Stato italiano, si associa ad ArcelorMittal”
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