25 Aprile 2020

Melucci: si fa sul serio, non è l’ Aia la garanzia d’ assenza di emissioni

«Si fa sul serio, la pandemia sta cambiando il mondo, per Taranto non possono accettarsi altre eccezioni, non si tratta più di ricercare equilibri teorici con la grande industria; come per il coronavirus e l’ intero Paese, la salute dei tarantini è il primo essenziale valore da tutelare, il Pil si aggiusta, la vita no. Siamo pronti a contrastare in ogni sede chiunque non aderisca perfettamente a questo principio. È un round iniziale, continuiamo a lavorare a tutto campo su questo». Sono le parole a caldo del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, dopo la pubblicazione delle ordinanze del Tar di Lecce. Soddisfatto poiché «per Taranto e per i suoi cittadini si tratta di una pronuncia importantissima, e soprattutto di una conferma che il sindaco si è mosso nella giusta direzione, e cioè quella di tutelare i suoi cittadini dai pericoli sanitari connessi all’ attività industriale dell’ area». Da Palazzo di Città, si fa notare che le preoccupazioni del Comune hanno trovato riscontro nelle ordinanze del Tar, «il quale ha affermato che il rispetto dei parametri di emissioni contenuti nell’ Aia non costituisce di per sé garanzia dell’ assenza di danno sanitario e ha sottolineato come nel caso di specie risulti per di più pendente il procedimento di riesame dell’ Autorizzazione Integrata Ambientale». Dall’ amministrazione si sottolinea il riferimento a quanto rilevato dai giudici, ossia le relazioni dell’ Istituto Superiore di Sanità e della Asl di Taranto che hanno accertato un incremento del tasso di mortalità sul territorio, con elevatissima frequenza percentuale di patologie oncologiche sempre più diffuse anche in soggetti in età pediatrica. Inoltre, si legge nella nota del primo cittadino, i giudici non hanno mancato di evidenziare che «il gestore dello stabilimento è stato di recente sanzionato per violazione dell’ Aia in relazione alle emissioni di polveri e che sempre in questo ambito risultano ancora in corso procedimenti di verifica. Il Tar ha quindi deciso di approfondire il più possibile i profili sanitari della vicenda e ha ordinato al ministero dell’ Ambiente e all’ Ispra di depositare accurate relazioni al riguardo, anche con riferimento ai più recenti eventi occorsi, al procedimento di riesame dell’ Aia, nonché, in generale, alla considerazione che i profili di prevenzione del danno sanitario, anche alla luce del principio di precauzione, hanno avuto e hanno nella redazione del Piano ambientale e dell’ Aia del 2017». Dal Comune di Taranto ci si attende, o meglio si auspica, un cambio di passo nel frattempo. «L’ impianto dovrebbe continuare la sua produzione, nell’ attesa della prossima decisione, ma ci si può attendere che ciò avverrà con una rinnovata attenzione ai profili sanitari da parte del gestore e delle Autorità competenti. Il quadro appare decisamente mutato». Lettura positiva anche da parte del Codacons, con il presidente Carlo Rienzi che sostiene come il Tar abbia ribadito «che le condizioni di pericolo di Taranto, e quindi i rischi per i suoi abitanti, sono ancora elevati e gravi, e il rispetto dei parametri di emissione di per sé non basta a garantire la salute e l’ ambiente». Proprio a tutela dei cittadini e contro ArcelorMittal, il Codacons interverrà nel procedimento chiedendo ai giudici del Tar di confermare le misure adottate dal Comune di Taranto a tutela di ambiente e salute. Un commento, infine, anche dall’ associazione Giustizia per Taranto che continuerà a vigilare e a stare col fiato sul collo di tutti gli attori coinvolti nella vicenda, senza fare sconti a nessuno, anche in vista di una nostra costituzione in giudizio. A. Pig. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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