Melucci per la mediazione «Al momento io continuo a lavorare ad un’ intesa»
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
Toccherà decidere al Tar del Lazio. Tempo in più, sicuramente, ma la vicenda è tutta aperta. Con i due protagonisti, Michele Emiliano e Rinaldo Melucci, che non sempre sono stati su un identico piano nonostante gli impianti dei ricorsi fossero assimilabili. Da ieri, ancora di più: il sindaco ha voluto chiarire che i contatti con la struttura commissariale e con il ministero non si sono mai interrotti e adesso non cambia la sostanza. Era atteso come riscontro, abbiamo ora 60 giorni per riassumere la causa al Tar del Lazio. Al momento, si continua a lavorare per una base di intesa minima che possa eliminare le maggiori preoccupazioni alla comunità jonica, escludere dai negoziati ogni alibi per chi ancora fa erroneamente di Ilva un fatto politico e rappresentare quanto meno un punto di partenza, non già di arrivo, delle nuove relazioni tra la città e l’ azienda. Frasi decisamente chiare. E scenari nuovi: Si opera su di un orizzonte temporale molto stretto, con un approccio piuttosto pragmatico, nell’ interesse di tutte le parti, non stiamo dunque contemplando la riassunzione del ricorso al Tar del Lazio come l’ opzione più produttiva. Del resto, anche in passato, Melucci aveva spesso rimarcato alcune differenze di approccio col presidente della Regione. In particolare sulla decarbonizzazione, cavallo di battaglia di Emiliano che non ha mai caratterizzato più di tanto la battaglia del sindaco. Una campagna fatta di spada sì ma anche di fioretto: per esempio, una delle prime iniziative del sindaco fu quella di ospitare una delegazione di Am Investco a Palazzo di Città. Era il 25 luglio, Melucci, incontrò Lakshmi Mittal, Aditya Mittal e Geert Van Poelvoorde con l’ obiettivo – spiegava una nota – di rendere quello di Taranto lo stabilimento pilota per innovazione e ricerca che coniughi l’ ambizioso progetto di ArcelorMittal con il coinvolgimento delle migliori energie della città, dell’ Università, delle forze sociali e delle categorie produttive. Certamente non sono mancati anche momenti duri, aspri. Con il ministro Calenda, in particolare. Ma mai paragonabili alla serie di fendenti che Emiliano ha riservato e riserva – corrisposto – al ministro dello Sviluppo economico. A tal proposito, c’ è da ricordare un episodio. Il 5 dicembre, il ministro Calenda decise inaspettatamente di venire a Taranto stravolgendo il suo programma istituzionale e internazionale per un faccia a faccia col sindaco. Una discussione costruttiva che sembrò aprire varchi importanti con la soddisfazione di entrambi. Un quadro positivo poi ridimensionato dalla successiva presa di posizione di Emiliano nel pomeriggio stesso. Chissà, dunque, se nel prossimo futuro possano esserci mosse differenti sulla vicenda Ilva. Infine, ieri è arrivata anche la reazione del Codacons sul trasferimento dei ricorsi al Tar laziale: Prendiamo atto della decisione dei giudici di Lecce di trasferire il procedimento sull’ Ilva al Tar del Lazio, e porteremo in questa nuova sede la nostra azione a tutela dell’ ambiente, di Taranto e dei cittadini. Riteniamo in ogni caso che in materia ambientale debbano decidere i giudici del luogo dove si sono verificati i danni, perché solo la giustizia del territorio può essere in contatto diretto con le parti lese e verificare con immediatezza la situazione di distruzione di fauna e flora. Attendiamo le motivazioni della decisione del Tar di Lecce, e valuteremo se impugnarle dinanzi al Consiglio di Stato. Sul caso Ilva si attende inoltre la decisione del Consiglio di Stato sul ricorso straordinario presentato dal Codacons e dagli abitanti del quartiere Tamburi. A.Pig.
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