Mel Gibson denunciato per plagio in “Apocalypto“
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fonte:
- Affari Italiani
Fermo restando il no ai tagli e alle censure perchè un`opera deve rispecchiare integralmente l`idea dell`autore, Rutelli ha comunque sottolineato che “un film cruento e violento non dovrebbe essere visto dai bambini“, anche se, ha detto ancora, molti altri messaggi violenti e pericolosi passano anche per strade non artistiche come i videogiochi e internet: “Tutti i siti del mondo hanno fatto vedere Saddam Hussein con il cappio al collo. Credo che sia molto più traumatizzante di qualunque scena vista in sala, dove si va comunque con un minimo di preparazione“. Il ministro ha poi preannunciato modifiche nella composizione e nei criteri di tutte le commissioni in scadenza a maggio prossimo. Una scena del film Le parole del ministo sono state ascoltate. Le sale cinematografiche nelle quali da venerdì sarà proiettato il film, infatti, affiggeranno all`ingresso manifesti nei quali saranno spiegate le ragioni per le quali si sconsiglia vivamente ai minori la visione del lungometraggio. E` questo il risultato di colloqui che il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rutelli, ha avuto nel pomeriggio con Paolo Protti, presidente dell`Anec, l`Associazione nazionale esercenti cinematografici, e con Carlo Bernaschi presidente dell`Associazione Multiplex-Anem. Sia Protti che Bernaschi hanno assicurato al ministro che saranno date precise indicazioni agli esercenti perche` il pubblico sia avvisato nero su bianco dei contenuti di un film inadatto ai ragazzi. E il Codacons presenterà entro questo fine settimana un ricorso al Tar del Lazio chiedendogli di pronunciarsi “con urgenza“ sulla decisione della Commissione di revisione cinematografica di non vietare ai minori il nuovo film di Mel Gibson “Apocalypto“. Per il coordinamento delle associazioni di consumatori, “il film contiene una serie incredibile di scene violente, che ne rendono la visione decisamente inadatta ad un pubblico di minori“. “Sarà sicuramente bellissimo e ben realizzato – ammette il presidente, Carlo Rienzi – ma i minori vanno tutelati più degli interessi economici delle case di produzione cinematografica. Noi non invochiamo alcuna censura (ad esempio il taglio delle scene forti), ma certe scene di violenza, per quanto belle e significative, sono adatte esclusivamente a un pubblico adulto e non possono essere apprezzate, verrebbero anzi fraintese, dai minori di 14 anni“.
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