22 Dicembre 2012

Mekong, mafia e brevetti nel caleidoscopio dei grillini

Mekong, mafia e brevetti nel caleidoscopio dei grillini

 

di Roberto Covaz wGORIZIA Dal Mekong al Tagliamento, dai brevetti industriali allo sfruttamento delle nostre foreste, dalla mafia alla cancellazione dei rimborsi pubblici ai partiti. L’ assemblea regionale che ieri sera il Movimento 5 Stelle ha tenuto al Kulturni dom di Gorizia per indicare il candidato governatore alle prossime Regionali è stato un vortice di programmi e proclami. Che i cinque candidati hanno sciorinato ai 75 presenti e ai sostenitori collegati in diretta streaming con esemplare ma non sempre efficace sintesi, stante il ferreo regolamento di non sbrodolare oltre i cinque minuti nella autopresentazione e oltre i 60 secondi nel rispondere alle domande sorteggiate. Le operazioni di voto si sono protratte ben oltre le 23. La proclamazione del vincitore sarà resa nota oggi. Regista della serata la consigliere comunale di Gorizia Manuela Botteghi, una delle appena 19 donne presenti in sala. Nessuna tra i candidati. I quali si sono presentati non peccando certo di scarsa originalità e luoghi comuni. Per primo ha parlato Ivano Mazzarotto. «Sono da cinque mesi vicino al Movimento. Non importa chi vince ma arrivare. Bastano 2500 euro al mese di gettone. Togliere ai partiti il rimborso spese è l’ unico modo di scardinare questo modo di fare politica». Ha usato due volte in cinque minuti il termine “compagni”. Poi è intervenuto l’ avvocato pordenonese Vitto Claut, presidente del Codacons regionale, più volte candidato alle politiche con l’ Italia dei valori. Ieri sera ha fatto outing ammettendo una sua comparsata elettorale con il Partito socialista. Ritiene che per rilanciare l’ industria in Fvg e dunque l’ occupazione sia necessario mettere a disposizione delle nostre aziende parte dei 30mila brevetti industriali inutilizzati. Se venisse eletto governatore abolirebbe la caccia e varerà dei provvedimenti a favore degli inquilini delle case Ater. Ha ripetuto tre volte “vinceremo”. Marco Vadori, di San Vito al Tagliamento, è partito da molto lontano: dal Laos. Lì ha gestito fino a un anno fa un ristorante e la nomina a Capo del governo di Monti l’ ha indispettito non poco. Ritiene che l’ emergenza ambientale non susciti nella popolazione regionale la dovuta consapevolezza. Ha prefigurato scene apocalittiche per il pianeta dimostrando senso della notizia vista la seratina tanto attesa di ieri indicata come la fine del mondo. Ha garantito il suo impegno per mettere in sicurezza la regione, per agevolare la vendita dei nostri prodotti in Asia e per sfruttare l’ oro blu (l’ acqua) di cui noi disponiamo. Saverio Gallucci di Cervignano è un veterano del Movimento 5 Stelle. Abita e vende case di legno dopo 17 anni di promotore finanziario. Prima del suo intervento ha dato una mano in segreteria a tagliare le schede elettorali. La sua priorità se eletto in Regione, presidente e consigliere fa lo stesso, è creare un osservatorio anti-mafia perché a suo dire le infiltrazioni della criminalità organizzata nel Friuli Venezia Giulia sono già molto avanti. Il legno è un elemento molto presente nella vita di Gallucci tanto da stimolarlo a dire, se abbiamo ben capito, che è meglio se le foreste della regione le tagliamo in casa piuttosto di consentire tale esercizio agli austriaci. Infine il triestino Francesco Suraci, 40 anni, non sposato e non padre, ricordando la sua esperienza professionale maturata nel settore dei trasporti, ha sottolineato la drammaticità dello stato di salute dell’ economia regionale enfatizzando come il Movimento 5 Stelle sia l’ unico gruppo politico capace di ragionare oltre gli steccati del campanilismo. Dopo la presentazione dei candidati c’ è stato lo spazio per le domande degli iscritti. I singoli programmi si sono arricchiti di qualche dettaglio in più. Molto complicato il sistema adottato dall’ organizzazione per scegliere le domande e l’ ordine delle risposte. Il Movimento 5 Stelle è alle prese con una sorta di bulimia di trasparenza. Ciascun partecipante all’ assemblea di ieri ha versato un minimo di tre euro per pagare l’ affitto della sala al Kulturni dom. In vendita alcuni gadget tra cui comodi righelli rossi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

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