«Meglio partire con l?auto carica di vettovaglie»
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fonte:
- Il Mattino
La politica del «caro-tazzina» per spremere i turisti non va giù alle associazioni dei consumatori che bacchettano una politica dell`accoglienza «lontana anni luce dalle più rinomate località turistiche italiane» ma anche le istituzioni locali, ree di non muovere un dito per stanare e punire gli speculatori. «Il fenomeno del caro-prezzi nei mesi estivi e segnatamente nelle località turistiche – ammette Enrico Marchetti, presidente del Codacons – purtroppo è un fenomeno che ci è noto. Come pure sappiamo bene che questo problema investe particolarmente il Cilento. Una tazzina di caffè ad Acciaroli costa cinque euro? Nessuno si sorprenda se, poi, i turisti, arrivano con le auto cariche di provviste e non acquistano nulla in loco. Queste sono politiche di chi non vuole il turismo, e sono il frutto di una serie di problemi fuori da ogni controllo che partono dalle case fittate a nero a prezzi stratosferici, e passano per la totale latitanza dei Comuni, che pure dovrebbero avere uffici preposti e vigili urbani riservati proprio al settore annonario. In Romagna queste cose non accadono. Il sindaco di Acciaroli, anziché dogliarsi del caro-tazzina, bene avrebbe fatti ad agire e denunciare lo speculatore». Il resto, per il Codacons, sta purtroppo a turisti e clienti farlo: snobbando sistematicamente chi profitta dell`estate per battere cassa e portare alle stelle i listini. Marcello Ravveduto, della Federconsumatori, ce l`ha invece segnatamente con Provincia e Camera di Commercio «che dovrebbero avere uno specifico Osservatorio sui prezzi al consumo, che potrebbe e dovrebbe fungere dal calmiere. Invece ci si limita a monitorare i prodotti ortofrutticoli. Troppo poco». Anche per la Federconsumatori le speculazioni sui prezzi nelle località turistiche sono cosa nota «e non investono soltanto il caffé ma anche altri beni di prima necessità come l`acqua che in alcune zone della provincia, in bottiglietta di mezzo litro, capita di pagare anche 2 euro, mentre a Roma costa 80 centesimi. È un errore gravissimo, questo, nella gestione del mercato turistico, anche perché, col mare sporco che ci ritroviamo, dovrebbero essere proprio i servizi a rendere il nostro territorio più competitivo. Invece i prezzi vengono portati alle stelle e nei bar, nei campeggi, nei ristoranti e finanche nei campeggi, i prezzi sono sensibilmente superiori alle località concorrenti. Con qualche gestore che fa anche di peggio: il doppio prezzo per residenti e turisti». Alla faccia della politica dell`accoglienza.
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