Meglio la minisanzione che la coda
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fonte:
- La Sicilia.it
ROMA. Il tempo per pagare mini-Imu e maggiorazione Tares è scaduto, ma sono moltissimi i contribuenti che, pur di evitare le code e non passare intere mattinate in fila, hanno già optato per il “ravvedimento operoso”. Pagando una multa proporzionata all’ importo e ai giorni di ritardo, c’ è infatti ancora tempo per mettersi in regola. Come è ovvio, ieri, l’ ultimo giorno ha registrato in diverse vittà una maggiore affluenza agli sportelli per i pagamenti, ma non è stato il venerdì nero che si temeva. “La giornata della vergogna”, l’ ha definita Confedilizia che ha preso ad emblema una foto di contribuenti in coda a Varese per pagare Tares e Mini-Imu, mentre arrivavano le notizie di un possibile aumento delle aliquote per la Tasi, così come richiesto e voluto dai Comuni. Nessuna quantificazione è stata fatta, ma il maggiore afflusso era dato per scontato il giorno successivo al battage informativo sull’ avvio dell’ operazione “sanatoria cartelle” che si chiuderà il 28 febbraio. Per la mini-Imu, invece, su richiesta dei diretti interessati, i Caf, presi d’ assalto fino a sera, hanno fissato appuntamenti anche per i primi giorni della prossima settimana Non sono pochi, infatti, coloro che preferiscono pagare pochi centesimi o pochi euro in più per calcolare gli importi dovuti per l’ Imu senza grandi stress, avendo un orario preciso di ricevimento. Lo stesso si dica per la Tares. Chi non ha ricevuto i bollettini a casa, sta aspettando che le file agli sportelli delle municipalizzate di raccolta rifiuti si esauriscano autonomamente per richiedere i prestampati. Un comportamento che, secondo il Codacons, “ha dell’ incredibile” e dimostra che la richiesta di annullare almeno fino al 14 febbraio le sanzioni previste per chi non si è messo ancora in regola, “non solo è sacrosanta, ma è un atto dovuto”. Lo Statuto del contribuente, ricorda l’ associazione, stabilisce infatti che “le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore”. Con il ravvedimento operoso, valido sia per Imu, sia per Tares, la sanzione è comunque minima, visti gli importi limitati di entrambe. La multa è pari al 3%, se il pagamento viene eseguito entro 30 giorni dalla scadenza prescritta e diventa il 3,75%, se si paga con un ritardo superiore a 30 giorni. Per chi regolarizza gli omessi versamenti entro 14 giorni successivi alla scadenza, è prevista inoltre la possibilità di ridurre ulteriormente la sanzione allo 0,2% per ogni giorno di ritardo: per un pagamento d’ imposta di 120 euro, ad esempio, la mini sanzione prevede che si debba maggiorare l’ importo di circa 25 centesimi al giorno. L’ operazione “sanatoria cartelle” si chiuderà invece il 28 febbraio.
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