3 Gennaio 2010

Meglio il test in ambulatorio o in ospedale

ROMA – Meglio il test in ambulatorio o in ospedale. Meglio evitare di sottoporsi all’ esame fai-da-te per capire se si è stati contagiati dal virus dell’ influenza A. Entrati in commercio subito dopo l’ estate i test di autodiagnosi sono andati ad allungare l’ elenco dei prodotti nati intorno al business della "suina". Da subito, è stato lo stesso ministro della Salute Ferruccio Fazio a chiedere di andarci cauti e a ripetere che l’ unica diagnosi affidabile è quella del medico con la visita. Oggi, dopo oltre tre mesi di vendita, il Codacons, dopo le banche, ha deciso di intervenire: ha annunciato l’ avvio di una class action (un’ azione legale collettiva) citando in giudizio, davanti al tribunale di Milano, le Voden Medical Instrument spa, ideatrice e distributrice di un autoesame. Veduto al prezzo di 14,50 euro. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, sentenzia: «L’ "Ego test flu" è un vero imbroglio. Ha una scarsa sensibilità rispetto ai test di tipo molecolare. I cittadini che hanno comprato l’ esame e hanno mantenuto lo scontrino, o possono ottenere una dichiarazione in merito magari da parte del farmacista, hanno il diritto ad ottenere giustizia». Se il tribunale accoglierà l’ azione, secondo il Codacons (l’ associazione scrive che ne sarebbero stati venduti milioni di pezzi), decine di migliaia di acquirenti potranno ottenere la restituzione delle somme pagate. Conferma Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’ Istituto superiore di sanità: «Si tratta di test con forti limiti. Hanno, infatti, una sensibilità non elevata, mentre sono caratterizzati da una buona specificità». Ciò vuol dire che quando un esame fai-da-te per l’ influenza A è positivo «c’ è una buona probabilità che si sia dinanzi ad un caso di influenza pandemica» mentre se invece il test risulta negativo «essendo, appunto la sensibilità non elevata, non è comunque detto che il virus dell’ influenza A non sia presente». Gli epidemiologi ripetono di non aver mai consigliato test da fare in casa. Qualche settimana fa, anche l’ associazione per la tutela dei consumatori Altroconsumo ha fatto un’ indagine sui test di autodiagnosi. Risultato: nella maggior parte dei casi i prodotti rivelano solo sei hai contratto un’ influenza, non la H1N1. Non sarebbero in grado, dunque, di distinguere tra i vari ceppi influenzali. «Come scritto sulla confezione – spiega Altroncumo – il test rileva la presenza degli antigeni dell’ influenza di tipo A e B, compresi i ceppi suini e aviari. Vuol dire che l’ esame sa individuare, all’ interno di un campione di muco prelevato dal naso, se è presente un virus influenzale o no, non facendo, però, alcuna distinzione tra i tipi di virus. Questo prodotto, sia chiaro, non ci dicese il virus rilevato è di tipo A o B e nemmeno se si tratta dei sottotipi H1N1 o dell’ aviario H5N1 o qualsiasi altro ceppo virale». Molte farmacie hanno rifiutato la commercializzazione del test, come dichiarato dal presidente di Federfarma Lazio Franco Caprino. Dicono di non «voler vendere prodotti illusori». Confortano gli ultimi dati del ministero della Salute sulla diffusione del virus: diminuiscono le richieste al pronto soccorso ed aumenta leggermente il numero dei ricoveri per sindrome respiratoria acuta. E questo per tutte le fasce d’ età. Sono 446 i casi che hanno avuto bisogno di assistenza respiratorio al 30 dicembre. Il totale dei casi stimati si aggira sempre sui 4milioni con un totale di vittime che è salito a 193 vittime. Ancora molto bassa la percentuale delle vaccinazioni (35mila solo per i soggetti a rischio). Proprio per approfondire le modalità degli acquisti, la distribuzione e la somministrazione delle scorte di vaccini anti influenza A il Pdl ha chiesto di aprire una commissione di inchiesta e l’ intervento del Parlamento

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