Mega bonus alla Popolare di Vicenza L’ ira dei soci
Ancora tanta rabbia all’ assemblea della Banca Popolare di Vicenza (Bpvi), riunitasi per la seconda volta in meno di un mese per approvare il bilancio 2015, chiuso con una perdita di 1,4 miliardi, e varare le politiche di remunerazione del management, segnate da una pioggia di buonuscite per i vecchi dirigenti indagati e di «welcome bonus» per i nuovi entranti. L’ afflusso è meno consistente rispetto al 5 marzo, quando tra fischi e contestazioni era stata approvata la trasformazione in Spa, l’ aumento di capitale da 1,76 miliardi e la quotazione in Borsa, ma molti dei soci – circa 1.300 di persona e 3.300 con le deleghe – hanno continuato a manifestare la loro indignazione per un cda composto per due terzi da consiglieri già in carica sotto la gestione dell’ ex presidente Gianni Zonin, sotto indagine per aggiotaggio e ostacolo all’ attività di vigilanza. A rendere la giornata più amara è stata la bocciatura dell’ azione di responsabilità chiesta da Renato Bertelle, a capo di un gruppo di piccoli soci, e dal rappresentante del Codacons Veneto, Franco Conte. Una decisione definita «folle» dal sottosegretario all’ Economia Enrico Zanetti che si è detto «esterrefatto». La proposta sintetizzata dal presidente della Bpvi, Stefano Dolcetta, prevedeva di dare mandato al cda che uscirà dall’ assemblea di giugno di perseguire amministratori, sindaci e dirigenti che con le loro condotte hanno contribuito al dissesto della banca, costando miliardi di euro di perdite a circa 119 mila soci. Il sì di 1.346 soci (38,05% del capitale presente) non è bastato in quanto ai 169 soci contrari, in rappresentanza del 18,65% del capitale, si sono saldati i 1.357 astenuti (43,29%). Decisivo l’ invito di Dolcetta a rinviare l’ argomento a giugno per permettere alla banca di «lavorare nella massima serenità in un momento estremamente delicato». L’ assemblea ha invece approvato sia il bilancio (sì dall’ 89,5%) che le politiche di remunerazione (72,7%). Proprio i compensi milionari della dirigenza sono stati l’ ennesimo boccone amaro che le vittime di questa «Vajont del risparmio veneto» (copyright Codacons) hanno dovuto inghiottire. Un milione per Zonin, 4,6 milioni per l’ ex ad Samuele Sorato, buonuscite complessive per 5,2 milioni e bonus di entrata per 2,7 milioni.
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