20 Aprile 2021

MEGA AZIONE COLLETTIVA NELLA TUSCIA PER NON PAGARE L’ACQUA ALL’ARSENICO E OTTENERE ALMENO 2.000 EURO PER OGNI UTENZA IDRICA!

    Arsenico nell’acqua nel viterbese: il Codacons interviene e mette a disposizione dei cittadini gli strumenti legali per difendere i propri diritti!

    I FATTI

    Dopo che la Commissione Europea ha chiarito che non potevano essere più concesse deroghe allo Stato italiano e che quindi fosse necessario rientrare nel limite di tollerabilità dell’arsenico nell’acqua destinata al consumo umano stabilito dalla Direttiva Comunitaria 98/83/CE, pari a 10µg/litro, le Regioni interessate, tra cui la Regione Lazio in primis, si sono attivate in vario modo per trovare una soluzione al problema, in alcuni casi mediante interventi infrastrutturali, più costosi e più lunghi da realizzare, ma certamente più risolutivi, in altri attraverso il ricorso a soluzioni di emergenza che purtroppo, al di là delle dichiarazioni di intenti dei vari politici di turno, non sono riuscite ad abbattere il livello di arsenico nell’acqua.

    Ad oggi, infatti, come risulta dai rilievi dell’ARPA, nel Lazio Nord oltre 10 Comuni erogano acqua destinata al consumo umano con valori di molto superiori rispetto a quanto consentito.

    Parrebbe appunto che la Regione abbia abbandonato, dopo aver investito milioni di euro nei piani aventi ad oggetto la realizzazione di interventi infrastrutturali, la soluzione più efficace e solo inizialmente più dispendiosa, per scegliere la strada di più breve termine, ossia l’abbattimento dell’arsenico attraverso l’attivazione di impianti di dearsenificazione che ad oggi si sono rivelati del tutto inadeguati, oltre che estremamente dispendiosi.

    Non solo! I cittadini sono stati tenuti completamente all’oscuro dei livelli di arsenico presenti nell’acqua da loro consumata, pur continuando a pagare bollette costosissime.

    Per questo, l’Associazione ha presentato un esposto denuncia e nomina di parte offesa con istanza di sequestro alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo inerente la possibilità che in alcune zone del Lazio, e nello specifico nell’ambito del territorio della competenza della procura adita, si verifichino concentrazioni di agenti inquinanti nell’acqua che potrebbero essere dannose per la salute umana alla luce del nuovo rapporto dell’ISPRA intitolato “Stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia”, che evidenzierebbe come sarebbero 98 i procedimenti in corso per la bonifica di siti contaminati nella provincia di VITERBO.

    Per vederci più chiaro il Codacons ha presentato inoltre una istanza d’accesso inviata alla Regione Lazio, all’Autorità d’Ambito Territoriale ATO 1 Lazio Nord – Viterbo e a tutti i Comuni della Tuscia, in cui si chiede di fornire una serie di documenti sul caso. L’Associazione, in linea con il valore che attribuisce alla trasparenza, pubblica tutte le risposte alle istanze d’accesso presentate. Nell’atto dell’associazione si chiede in particolare agli enti coinvolti di fornire “gli atti relativi alle comunicazioni fornite alla popolazione in merito alla presenza dell’arsenico nell’acqua e ai rischi per la salute umana, documenti dai quali emergano tutte le opere realizzate per consentire il mantenimento dell’arsenico al di sotto del limite pari a 10 µg/l consentito per legge; atti dai quali emergano tutte le misure messe in campo per impedire ai cittadini il consumo di acqua contaminata”.

    L’INIZIATIVA

    L’Associazione, in questa fase, mette a disposizione dei cittadini interessati una istanza di accesso e diffida che verrà inoltrata a tutti gli enti locali, all’Autorità d’Ambito e alla ASL di competenza, oltre a una nomina di persona offesa per segnalare la propria posizione. Seguirà poi un ricorso al TAR del Lazio per ottenere la condanna delle amministrazioni al risarcimento del danno, quantificato forfettariamente in euro 2.000,00 a cittadino.

    Tutti i cittadini della Tuscia possono partecipare all’iniziativa dell’Associazione, tesa a sospendere i pagamenti del servizio e garantire un eventuale risarcimento ai cittadini delle zone coinvolte.

    Per aderire clicca qui.

     

     

     

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