23 Giugno 2017

MEDICO ISCRITTO ALLE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE TRA L’A.A. 1982/1983 E L’A.A. 1990/1991?

AGISCI A TUTELA DEI TUOI DIRITTI!

Lo Stato ha fatto a lungo “orecchie da mercante”, negando a questi medici l’adeguata remunerazione che gli spettava: oggi, con una giurisprudenza ormai favorevole, è possibile recuperare il dovuto insieme a interessi legali e rivalutazione monetaria!

I FATTI

La vicenda è ormai nota: l’Italia non ha recepito tempestivamente le norme comunitarie che imponevano agli Stati membri di adottare le medesime misure nell’inquadramento dei medici chirurghi che frequentavano le Scuole di Specializzazione. La CEE, poi CE e dopo ancora Ue, ci ha provato più volte sin dalla metà anni ’70 ma niente. In Italia gli specializzandi non sono stati pagati, in nessun modo, fino ai primi anni ’90.

ADEGUATA REMUNERAZIONE?

E pensare che legislazione europea, in materia, era chiarissima. La direttiva comunitaria del 1982 (82-76 CEE) aveva previsto peri medici che frequentavano un corso di specializzazione un’adeguata remunerazione. Eppure, nulla è avvenuto: l’Italia non recepì per tempo la normativa in questione, e quando lo ha fatto – peraltro parzialmente, con il D.Lgs. dell’8 agosto 1991, n.257, che ha stabilito per gli specializzandi iscritti a partire dall’anno accademico 1991/1992 un importo di lire 21.500.000 per ogni anno di specializzazione – nulla è stato riconosciuto in favore dei medici immatricolatisi negli anni precedenti.

Questa disposizione, in pratica, si applicava solamente in favore dei medici ammessi alle scuole di specializzazione a decorrere dall’a.a.1991/1992, ignorando nei fatti la condizione dei colleghi più “anziani”.

DIRITTI NEGATI

La giurisprudenza, sviluppatasi nel corso del tempo, ha stabilito il pieno diritto di questi medici al risarcimento dei danni per la mancata attuazione della direttiva comunitaria.

È proprio questa giurisprudenza sempre più favorevole ad aprire buone possibilità di recuperare il “dovuto”. Per tutelare gli interessi degli ex-specializzandi, quindi, l’Associazione avvia azioni collettive in favore di tutti i medici che non si sono ancora visti riconoscere quanto gli spetta.

Le iniziative legali avviate dall’Associazione mirano infatti a ottenere:

  • il risarcimento dei danni per la mancata attuazione da parte dello Stato italiano delle direttive comunitarie;

  • interessi legali e rivalutazione monetaria.

LA CORTE DI GIUSTIZIA UE

Sul tema è intervenuta anche la Corte di Giustizia UE, che – con sentenza del 24/1/2018 – ha ribadito come “qualsiasi formazione a tempo pieno o tempo ridotto come medicospecialista iniziata nel corso dell’anno 1982 e proseguita fino al 1990 deve essere oggettodi una remunerazione adeguata”.
Nessuna sorpresa, però: l’interpretazione dei giudici del Lussemburgo delle direttive fondamentali sul tema, n. 75/363/CEE e 82/76/CEE, è perfettamente in linea con quanto sostenuto, in numerosissimi processi, dal nostro Staff legale. È innegabile, ormai, l’obbligo in capo allo Stato di risarcire tutti coloro i quali hanno frequentato i corsi di Specializzazione senza percepire alcunché nonostante la CEE imponesse l’adeguata remunerazione fin dal 1975.

 

PER ADERIRE

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