2 Febbraio 2014

Medico assolto in appello per la morte di paziente obesa

Medico assolto in appello per la morte di paziente obesa

I giudici della Seconda sezione penale della Corte di Appello hanno assolto con formula piena il medico Paolo Ialongo, 48 anni, componente della Unità operativa di Chirurgia generale del Policlinico di Bari, finito sotto processo con l’ accusa di aver cagionato la morte di una paziente. I giudici hanno così accolto la tesi dei difensori del medico, gli avvocati Luigi Giar ratana e Massimo Guerini. I fatti si riferiscono alle drammatiche circostanze della morte di Tiziana Stif anelli, di Galatone (Lecce), affetta da grave obesità e da gravi problemi all’ intestino. La donna venne sottoposta a tre interventi nel Policlinico, il 17 maggio 2004, il 31 maggio e il 3 giugno successivi, e morì il 16 luglio. Il Pm nel 2006 chiese il rinvio a giudizio di tre chirurghi del Policlinico accusati di avere concorso a causare, per imperizia, la morte della Stifanelli. Uno di questi era Paolo Ialongo, in forza all’ Unità operativa di Chirurgia generale «V. Bonomo». Nel processo si sono costituiti parte civile il marito con i figli della donna, l’ associazione Codacons e la Federconsumatori Puglia. La paziente mori per un «arresto cardiaco secondario ad uno stato di shock settico». Ialongo era l’ assistente del dottor Nicola Antonio Maria Palasciano nell’ intervento del 31 maggio. Nel mese di aprile del 2008, al termine del processo di primo grado celebrato nella forma del rito abbreviato, Ialogno venne giudicato colpevole e condannato. Nel corso del «suo» processo di appello i giudici hanno acquisito agli atti la sentenza di assoluzione con la formula «il fatto non sussiste» emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Bari all’ esito del dibattimento del procedimento che ha riguardato il dottor Palasciano e dell’ a l t ro chirurgo, il dottor Michele Lospalluti, che partecipò all’ ultimo intervento. Una funzione chiarificatrice ha avuto la perizia medico legale disposta nel corso del processo a Palasciano e Lospalluti e poi assunta in quello di appello a Ialongo. Nella loro relazione i periti concludono che «la condotta dei chirurghi appare ispirata ai principi della migliore pratica medica chirurgica, dovendosi piuttosto ritenere il decesso della paziente, grandemente obesa, attribuibile ed inesorabile del processo peritonitico, in soggetto ad alto rischio di evoluzione prognostica sfavorevole. Si deve pertanto concludere che nel caso di specie, siamo di fronte ad un evento fatale che, pur non esattamente individuato nella correttezza causativa è, date le circostanze, inquadrabile come iatrogenico» ovvero conseguente ad uso di.
 
 

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