21 Maggio 2005

Medicine meno care, per decreto

Medicine meno care, per decreto

Bloccati fino al 2007 gli aumenti dei prezzi dei farmaci di fascia C.
Storace: «La prossima settimana tocca al latte in polvere»

Roma. «Con il decreto appena varato le medicine in fascia C costeranno meno. E questo a costo zero per lo Stato». Il ministro della Salute Francesco Storace ha dichiarato guerra al «caro farmaci». E da oggi le medicine costeranno meno. Non solo. I cittadini potranno acquistare i farmaci da banco, e senza ricetta, a prezzi scontati fino al 18%.
Inoltre per i medicinali di fascia C con obbligo di prescrizione il farmacista dovrà dire al cittadino se esiste un farmaco analogo e meno costoso (cioè un generico) che lo farà risparmiare. Lo prevede il decreto che blocca fino al gennaio 2007 gli aumenti dei prezzi dei farmaci non rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale (fascia C), varato ieri dal consiglio dei ministri. Di fatto per due anni i prezzi non potranno aumentare e le industrie farmaceutiche potranno fissare eventuali ritocchi a gennaio degli anni dispari. «Si tratta del primo pezzo di una manovra sociale taglia-euro sui farmaci», ha spiegato il ministro della Salute Francesco Storace, che nella sua prima uscita ufficiale a Palazzo Chigi era affiancato da Silvio Berlusconi. «E a costo zero per lo Stato».
E il premier ha voluto sottolineare che si tratta di un accordo «positivo» per frenare le dinamiche dei prezzi legate alla nuova moneta, e dunque al costo della vita.
Di fatto, il risparmio che si potrà avere con il blocco dei prezzi per due anni è di circa 284 milioni di euro. «Che rimarranno nelle tasche dei cittadini», ha specificato il ministro della Salute.
Storace ha spiegato per per i farmaci di fascia A, cioè a carico del Ssn, esiste una trattativa che permette la determinazione del prezzo, mentre per quelli di fascia C (a totale carico dei cittadini) il prezzo è determinato dalle aziende produttrici. Ebbene, negli ultimi dieci anni i costi delle medicine sono lievitati del 50%, e negli ultimi tempi – ha ricordato il ministro – si è assistito «ad un aumento ingiustificato» dei prezzi: l`aumento medio è stato del 5% all`anno, ma ci sono stati picchi differenti». Di qui l`urgenza di intervenire. A sostegno delle famiglie tartassate dal «caro medicine».
C`è stata una trattativa e sul decreto legge si è raggiunto un accordo con le parti sociali, medici, farmacisti e produttori. L`intesa prevede un prezzo massimo fissato dalle singole aziende sui farmaci di fascia C e per i farmacisti la possibilità di concedere uno sconto sui medicinali da banco o senza obbligo ricetta. Ma è solo il primo passo. La prossima settimana – ha anticipato Storace – si interverrà sul problema degli enormi costi del latte in polvere per i bambini.
Contenuta la soddisfazione del Tribunale per i diritti del malato. «Forse il decreto produrrà qualche sconto qua e là e qualche risparmio ma la vera battaglia – ha detto Stefano Inglese – è quella per la rimborsabilità di quei farmaci di classe C che risultano tra i più prescritti e acquistati dagli italiani, di tasca propria». Per il Codacons il blocco dei prezzi previsto nel provvedimento non deve impedire, per quelle aziende che intendono farlo, la riduzione dei prezzi dei farmaci, «considerato che in Italia questi costano molto di più che all`estero e la differenza è del tutto ingiustificata». L`associazione giudica in una nota positivamente il DL sui farmaci ma invita ad apportare alcune modifiche per aumentare ancora i vantaggi per i consumatori. «No a provvedimenti demagogici sui farmaci, che rischiano di scatenare un`assurda caccia allo sconto», è invece il commento del Movimento Consumatori.

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