1 Ottobre 2013

Medicina,via ai ricorsi sul test-caos

Medicina,via ai ricorsi sul test-caos

PENSAVANO di affrontare “solo” un test d’ accesso per un corso di laurea a numero programmato. Non sapevano, gli iscritti alla prova d’ ingresso a Medicina e Chirurgia di Genova, che sarebbero stati sottoposti anche ad attese snervanti, informazioni carenti, incertezza sull’ esito finale della loro destinazione. E al rischio che tutto venga annullato da uno dei tanti ricorsi al Tar che già prima di ieri hanno cominciato a fioccare, promossi da associazioni dei consumatori, sindacati studenteschi e avvocati. Ieri era il “grande giorno” della pubblicazione delle graduatorie nominative delle assegnazioni ai corsi di Medicina e Chirurgia in tutta Italia. Nei giorni scorsi erano usciti i risultati dei singoli test, ma siccome la prova, da quest’ anno, era nazionale, non bastava aver fatto un buon punteggio per avere la sicurezza di entrare nella sede desiderata (se ne dovevano indicare tre), quella in cui si era svolto l’ esame. E così i millecinquecento che hanno provato il9 settembre il testa San Martino ieri mattina si sono incollati al sito del Miur per capire se ce l’ avevano fatta. Come funziona? Il meccanismo prevede che coloro che hanno ottenuto un punteggio utile a rientrare nel numero di posti disponibili nell’ ateneo preferito – 275 a Genova, di cui 25 riservati a extra -Unione europea – risultino “assegnati” a quella sede e abbiano quattro giorni lavorativi per completare le procedure di immatricolazione. Chi non dovesse rispettare i termini stabiliti, sarà considerato decaduto dalla graduatoria. Diversa, invece, la situazione dei “prenotati”, cioè i candidati che non sono riusciti a conquistare una posizione utile per l’ immatricolazione nell’ ateneo di prima scelta, ma hanno un punteggio che consentirebbe loro l’ accesso in una delle università indicate come possibili alternative in sede di preiscrizione. In questo caso, varrà sempre il termine dei quattro giorni lavorativi, ma solo se lo studente deciderà di scegliere l’ ateneo nel quale gli è stato già riservato un posto. Altrimenti, ciascun candidato potrà attendere l’ aggiornamento della graduatoria nazionale, che avverrà ogni cinque giorni, per vedere se, via via che gli altri studenti scelgono la sede nella quale immatricolarsi, dovesse liberarsi qualche posto in un’ altra università tra quelle opzionate. Più o meno chiaro: ma cosa succede se si è al limite per entrare a Genova (tra quelli che hanno sostenuto l’ esame nell’ Ateneo cittadino 267 sono compresi negli 11mila ammessia livello nazionale) ma davanti in graduatoria si ha qualcuno che non è riuscito a passare, ad esempio, a Torino o Pavia e ha indicato Genova come seconda scelta? La risposta si legge sul sito del Miur: tra graduatoria e preferenza prevale la prima, cioè chi ha il punteggio più alto. Quindi il posto può essere “occupato” da studenti di altre regioni e bisogna attendere lo scorrimento delle graduatorie per capire se accetteranno di venire a Genova oppure no. In una parola, un caos. Tanto che come contromossa molti di quelli che avevano tentato l’ accesso a Medicina nel frattempo si sono iscritti altrove e, in contemporanea, hanno aderito a ricorsi collettivi. In questo senso le iniziative maggiori sono quelle portate avanti dal Codacons (che ha chiesto l’ annulla mento dei test) e dall’ Unione degli universitari. Trai motivi di contestazione ci sono sia il “listone” nazionale al debutto sia l’ abolizione del bonus maturità, arrivata sulla sirena il giorno del test di Medici na. Chi poteva godere di un buon punteggio non ha gradito. In questo scenario, poi, c’ è anche la possibilità che il decreto del ministro Carrozza non venga convertito in legge (entro 60 giorni) per la possibile caduta del governo. Insomma, se anche non si entra a Medicina ce n’ è abbastanza per farsi prescrivere un calmante.
emanuele rossi

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