21 Luglio 2005

Medicinali venduti nei supermarket E` scontro fra il Codacons e i farmacisti





ROMA. Decine di giovani farmacisti si offrono per lavorare nei supermercati e vendere farmaci da banco. “Il successo riscosso dall`iniziativa del Codacons, che ieri, per la prima volta in Italia, ha venduto farmaci da banco all`interno di un ipermercato romano ha portato – riferisce in una nota l`associazione di consumatori – molti giovani farmacisti a contattarci, assicurando la propria disponibilità per iniziare la vendita di medicinali all`interno dei supermercati“. Farmacodacons, al fine di concretizzare definitivamente la vendita dei farmaci fuori dalle farmacie, informa di aver avviato una serie di contatti con le principali catene di supermercati operanti nel nostro paese, così da arrivare a una fitta rete di punti vendita sparsi su tutto il territorio, presso i quali i consumatori possano acquistare medicinali Otc a prezzi scontatissimi. Contrario all`iniziativa Angelo Zanibelli, presidente di Anifa (l`Associazione dell`industria farmaceutica dell`automedicazione). “La farmacia è e deve restare il luogo di vendita dei medicinali, anche di quelli di automedicazione. Un`iniziativa provocatoria – afferma Zanibelli – che però dimostra l`assoluta necessità di adottare per il comparto farmaceutico tutte le misure in grado di assicurare competitività, concorrenza e quindi benefici per il cittadino“. Per Zanibelli, “se l`obiettivo è avere prezzi contenuti, non è questione di nuovi canali distributivi, quanto di rendere l`attuale sistema sempre più e meglio rivolto alle reali esigenze e attese dei cittadini, quando devono affrontare i lievi e comuni disturbi di salute“. Favorevole invece Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg (federazione italiana medici di medicina generale o di famiglia): “Nessuna eccezione per la vendita sugli scaffali dei supermercati dei farmaci da banco o senza ricetta medica. Se in un angolo della grande distribuzione c`è vicino un farmacista, non vedo proprio nessuna contrarietà“. Per Falconi ci sono “troppe polemiche, ci vuole più buon senso. Il decreto Storace è un provvedimento che va di urgenza verso il cittadino. Se poi bisogna ragionare sulle farmacie rurali ed altro, allora mi pare che ci siano eccessivi pruriti“.

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