Medicina, ricorso degli studenti per i test d’ ingresso
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fonte:
- Libertà
PIACENZA – Si alza la rivolta degli specializzandi in medicina. L’ avanti tutta del Miur aveva dato qualche speranza. Ma dopo è tornato il buio. E ora decine di giovani medici puntano al ricorso. L’ altra sera trenta dottori hanno partecipato alla riunione convocata dall’ Ordine di Piacenza nella sede di via San Marco, incontrando l’ avvocato Giuseppe Manfredi del Foro piacentino. Che è successo precisamente? Per saperlo è necessario tornare ad alcune settimane fa, quando il Ministero ha comunicato che 11.242 candidati avrebbero dovuto ripetere i test d’ ingresso alle Scuole di specializzazione di Medicina: la causa, “un errore nella fase di codifica delle domande durante la fase di importazione”. In pratica, due prove sono state invertite e i medici avrebbero dovuto risostenere l’ esame con nuovo stress e soprattutto nuove spese. L’ Ordine dei medici di Piacenza si è subito attivato per aggiornare in tempo reale gli iscritti sulla situazione; la Federazione nazionale ha detto che nostri giovani meritano rispetto “per il loro impegno e le loro speranze”. I Giovani Medici (Sigm) avevano lanciato la campagna #gianninidimettiti. Il Codacons aveva annunciato una causa collettiva di risarcimento danni. Poi il Miur aveva detto che il test, in qualche modo, poteva essere salvato con un sistema di rattoppi. Ma la macchina della rabbia e dell’ indignazione si era già accesa, culminata in una manifestazione di piazza a Roma. «Abbiamo richiesto l’ accesso agli atti amministrativi del Ministero – spiega Nicola Arcelli dall’ Ordine dei Medici -. Entro un mese dovremmo avere chiara la situazione. Prevediamo una pioggia di ricorsi. L’ obiettivo dell’ incontro dei giorni scorsi con i giovani medici, voluto dal nostro presidente Augusto Pagani, era quello di dare informazioni oneste sull’ eventuale percorso giuridico da intraprendere. Cioè quali siano le reali possibilità di successo del ricorso. Ora aspettiamo di leggere gli atti, perché la situazione è stata realmente avvolta dal caos. Noi vorremmo proporre ai vertici romani – sottolinea Arcelli – un documento che non si concentri solo sulle problematiche emerse con forza sul tema specializzazioni, ma anche sulle difficoltà che riscontriamo sull’ intero percorso di studi. Ad esempio, chiediamo che il numero chiuso di accesso alla facoltà venga mantenuto. Questa è la regola principale per creare una laurea professionalizzante, basata sulla programmazione corretta. Di certo – conclude -, l’ Ordine, con il presidente Pagani, starà vicino ai giovani medici, in una situazione che indubbiamente ha tolto dignità alla professione, alle famiglie. Sono tutti arrabbiati».
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