22 Ottobre 2013

Medicina, la vertenza sui test finisce a Roma Intanto disagi in ateneo

Medicina, la vertenza sui test finisce a Roma Intanto disagi in ateneo

Potrebbe essere oggi il giorno della verità anche per decine di veronesi che ambivano a iscriversi al corso di laurea in Medicina e chirurgia, ma che sono risultati esclusi perché il decreto-scuola varato dal Consiglio dei ministri ha tolto, proprio nelle ore in cui il test di ammissione era in corso, il punteggio aggiuntivo relativo al «bonus maturità» come valevole ai fini della graduatoria. La macchina del ricorso collettivo patrocinato dal Codacons (cui hanno aderito, tramite l’ Unione degli studenti, anche una decina di ragazzi che hanno sostenuto il test a Verona) si è già mossa e attende la decisione del Tar del Lazio. Ma è alla Camera che gli aspiranti camici bianchi guardano intanto con attenzione: oggi, infatti, saranno discussi gli emendamenti al disegno di legge di conversione del decreto in questione, tra cui quello che ha abolito il bonus. Se l’ emendamento, proposto da Giancarlo Galan del Pdl, venisse approvato, coloro che, senza la cancellazione in extremis del bonus ce l’ avrebbero fatta, potrebbero essere immatricolati in sovrannumero. Una manna per i candidati più meritevoli, cui la commissione dell’ esame di Stato aveva attribuito il contestato bonus. Ma la notizia preoccupa gli atenei come quello di Verona, che rischiano l’ invasione di decine di aventi diritto, con un effetto-domino deleterio per la qualità dell’ insegnamento. «Non sappiamo quanti studenti potrebbero arrivare. Certo è che, se per via giudiziaria o in base a un provvedimento legislativo dovessero essere ammessi altri studenti, andremmo sicuramente in sofferenza per le attività didattiche e quelle pratiche nei laboratori», spiega Roberto Leone, presidente della commissione d’ esame al test, che ricorda come il numero chiuso serva proprio a garantire la sostenibilità degli spazi. «Senza contare che, proprio a causa delle iscrizioni a rilento per colpa dei ricorsi e della difficoltà di scorrimento della graduatoria, per la prima volta su base nazionale, molti ragazzi rischiano di perdere quasi un semestre di lezione e forse anche degli esami». Le lezioni, infatti, sono iniziate in ritardo rispetto agli anni precedenti e, ad oggi, solo per 150 studenti sui 180 (gli altri vincitori sono ancora in via di definizione a livello ministeriale), con tutti i disagi del caso. «Abbiamo ricevuto diverse lamentele dalle famiglie», ammette Leone, «scocciate per la disorganizzazione. E anche se non dipende da noi, è spiacevole far parte di un sistema che evidentemente così non funziona».

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