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6 Settembre 2016

Medicina, in 63mila al test

Medicina, in 63mila al test

Giornata di test per 62.695 aspiranti medici e odontoiatri (circa duemila in più rispetto all’ anno scorso), impegnati questa mattina nelle prove di ammissione alle Università. Complessivamente, i posti disponibili sono 10.132 (9.224 per Medicina e 908 per Odontoiatria) e questo significa che, al termine delle selezioni, potrà immatricolarsi un candidato su sei. Materie scientifiche e cultura generale Il test conteneva 60 domande a risposta multipla suddivise tra chimica, biologia, matematica, fisica e cultura generale. Per quest’ ultima, i quesiti spaziavano dal Piano Marshall alle riviste del pensiero illuminista in Italia. Domande «fattibili» per gli aspiranti camici bianchi intervistati all’ uscita della prova. Tra di loro, anche un quasi 60enne. All’ Università Federico II di Napoli, infatti, ha tentato il test anche Gaetano Di Costanzo, 57 anni. «L’ ho fatto per curiosità e per mettermi alla prova», dice l’ attempato candidato. Che, se dovesse superare la selezione, ha già fatto sapere di essere intenzionato a «cedere il posto al primo dei non ammessi». Graduatoria il 4 ottobre I risultati delle prove, ha comunicato il Miur, saranno pubblicati in forma anonima sul portale www.accessoprogrammato.miur.it il 20 settembre per Medicina e Odontoiatria, mentre il 21 settembre saranno resi pubblici i risultati del test di Veterinaria (in programma domani per 655 posti) e il 22 settembre sarà la volta dei risultati di Architettura, il cui test, per 9.991 posti, è in programma giovedì. Il 29 settembre, invece, su www.universitaly.it i candidati potranno verificare il proprio punteggio, mentre la graduatoria nazionale sarà pubblicata il 4 ottobre, giorno di apertura delle immatricolazioni. «Test inutile e dannoso» Anche quest’ anno, contro il test di ammissione in medicina (che secondo una rilevazione di Skuola.net farà entrare nelle casse delle università circa tre milioni di euro sotto forma di tasse di iscrizione), si sono schierate le associazioni studentesche Udu e Rete degli studenti medi, che nella notte hanno inscenato un blitz al Ministero dell’ Istruzione. «Quella che avviene con il test – spiega Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’ Udu – è una selezione che di fatto si basa su elementi aleatori e su cui incidono fortemente una serie di fattori che nulla hanno a che vedere con la capacità e la volontà del candidato di affrontare un determinato corso di studi. Davanti a una drammatica riduzione degli studenti che si iscrivono all’ università, il Ministero risponde nel peggiore dei modi». Test «inutili e dannosi per gli studenti e per il Paese», anche secondo Carlo Rienzi, presidente del Codacons, che propone di adottare il «modello francese». «In Francia – spiega Rienzi – le matricole del corso di medicina devono finire il primo anno avendo sostenuto tutti gli esami: così facendo la selezione avviene sulla base di reali meriti e non sulla base di una prova spesso irregolare e priva di ogni senso logico». “Fabbrica” di disoccupati Una voce critica verso «il sistema di formazione dei medici» è anche quella del sindacato dei medici dirigenti Anaao Assomed. «La formazione dei medici rimane un buco nero che rischia di ingoiare il futuro non solo delle nuove generazioni, ma anche del Servizio Sanitario Nazionale, producendo schiere di futuri medici inoccupati o disoccupati», dice il segretario Costantino Troise. La mancanza di una programmazione numerica rispetto alle reali esigenze, osserva Troise, «vede crescere medici laureati, ma inoccupati e disoccupati, all’ inseguimento di un accesso alla formazione specialistica. Tra il 2020 ed il 2022 essi costituiranno una sacca di almeno 20mila medici, ideale serbatoio per precariato e caporalato 2.0».
PAOLO FERRARIO

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