15 Ottobre 2013

Medicina, figuri costretti a emigrare

Medicina, figuri costretti a emigrare

Ebbene, erano 275 i posti disponibili nella ex facoltà di Medicina genovese, ma 25 erano riservati agli studenti extra -Unione europea. E gli altri saranno occupati perlametà da “foresti”. I genovesi sono stati penalizzati da due fattori: non essere stati particolarmente brillanti nei test (senza l’ aiuto del bonus di maturità, cancellato proprio il giorno stesso dell’ esame) ed essere stati, proprio per questo, schiacciati o estromessi nella graduatoria dall’ arrivo in massa soprattutto di milanesi, torinesi e pavesi. Studenti che provengono da sedi dove invece le richieste di iscrizione andate a buon fine sono state quasi il doppio dei posti messi a disposizione dagli atenei in loco, soprattutto in quelli lombardi. Nello specifico, a Milano Statale oltre 475 sono rimasti fuori dalla “prima scelta”, che metteva in palio oltre cinquecento posti, a Milano Bicocca altri 130, a Pavia una novantina, a Torino San Luigi 93 esclusi. Una quantità enorme di ragazzi preparati e anche pronti a spostarsi verso le mete più vicine. L’ altro lato della Università romane e meridionali dove invece i posti disponibili sono maggiori rispetto agli studenti che hanno fatto richiesta e ottenuto un punteggio sufficiente: molti studenti del Sud si sono trasferiti al Nord già per sostenere il test (la regola imponeva infatti che la prima scelta fosse quella in cui si sosteneva la prova). Ragioni per cui, alla fine dei conti, chi ha scelto in seconda battuta Genova ha facilmente surclassato in punteggio i liguri che come si è detto non sono stati eccelsi. E devono ripiegare sulla loro seconda scelta (necessariamente fuori Regione, ma difficilmente in Lombardia o Piemonte, proprio per quanto esposto in precedenza) oppure su altre destinazioni lavorative e di studio. Si consideri, infatti, che dentro i primi mille posti nazionali i genovesi (cioè coloro che hanno inserito Genova come prima scelta, quindi non solo i residenti nel capoluogo) sono solo una ventina,tra cui all’ ottavo posto uno studente di provenienza cinese. E che la genovese più brava, uscita con un punteggio di 65,50, è al 205° posto ed è ben lontana dalla prima in Italia, una ragazza veneta, che ha totalizzato 81 punti. Con questo quadro generale, era inevitabile che molti dei “respinti” dalle facoltàdel Nord Ovest conver gessero su Genova, dove la pattuglia degli ammessi (sempre secondo la graduatoria nazionale) sarebbe stata di 267 studenti. Anche al netto delle tante rinunce e di quelli che, nel frattempo, si sono iscritti a qualche altra facoltà, i posti disponibili nell’ Ateneo genovese sono andati quindi riducendosi sensibilmente: tra posizione in graduatoria e preferenza espressa, come si legge sulle slides esplicative nel sito del Miur, prevale la prima, cioè chi ha totalizzato il punteggio più alto. E pazienza se nell’ arco di un misero punticino possono trovarsi magari condensate centinaia di persone. Il dato di ieri, dopo il secondo scorrimento delle graduatorie, può considerarsi ben più chiaro rispetto al 30 settembre, quando la lista era stata resa pubblica: infatti ormai chi risultava solo “prenotato” su Genova, avendola messa come seconda o terza scelta, ha deciso già se accettare o perdere l’ opzione. Il risultato quindi ha rinfocolato le proteste di chi si è già rivolto ad associazioni come il Codacons o l’ Udu (unione degli universitari) per i ricorsi contro il mato e i test a risposta multipla. Trai motivi di contestazione ci sono sia il “listone” nazionale al debutto sia l’ abolizione del bonus maturità, arrivata sulla sirena il giorno del test di Medicina. Chi poteva godere di un buon punteggio non ha gradito. Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, quello competente per i ricorsi a livello nazionale, a giorni dovrebbe decidere se sospendere o meno i test di ammissione a Medicina dell’ anno 2013. Ma ormai i giochi paiono fatti e molti studenti liguri si sono rassegnati al trasferimento in un’ altra regione oppurea frequentare un altro corso di laurea restando a Genova. Per non parlare del business dei corsi in Università dell’ Est Europa (Tirana, resa celebre dal “trota” Renzo Bossi, oppure Bucarest) promosse da molti siti web e nelle quali non c’ è alcun test di accesso e i criteri di frequenza sono quantomeno opachi. Dopo un annosi può chiedere il trasferimento e il riconoscimento degli esami sostenuti e ritentare l’ ingresso sotto la Lanterna. Più che “trote”, salmoni che tentano di risalire verso la sorgente. Alla faccia delle classifiche.

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