24 Gennaio 2019

Medici «finanziati» dalle aziende

il presidente dell’ ordine: «le ditte pagano la ricerca, gli studi clinici testano l’ efficacia dei medicinali»
Ci sono anche i nomi di 26 professionisti veronesi nell’ elenco dei medici «finanziati» dalle case farmaceutiche, pubblicato dal Codacons, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dei diritti dei consumatori. Si tratta per lo più di medici che operano nelle strutture dell’ Azienda ospedaliera, anche se non mancano professionisti con un proprio studio, in vari paesi, da Zevio a Sanguinetto a San Giovanni Lupatoto. L’ intento dell’ indagine Codacons è di una maggiore trasparenza per consentire ai pazienti di conoscere i rapporti tra il proprio medico curante e le ditte farmaceutiche: l’ associazione ha così deciso di rendere nota la lista dei medici italiani che tra il 2015 e il 2017 hanno ricevuto finanziamenti a titolo di servizi, consulenze o eventi vari, in particolare da GlaxoSmithKline.Il pensiero non può che andare alla maxi-inchiesta della Procura di Verona sempre sulla Glaxo, che nel 2003 venne accusata di aver «corrotto» i medici a suon di viaggi e regali per far prescrivere i propri farmaci. Dopo sei anni di indagini, oltre 4.500 persone iscritte sul registro degli indagati, il caso si smontò: sei condanne con sanzioni per poche centinaia di euro.Alla luce della nuova indagine Codacons, la risposta dei diretti interessati non si è fatta attendere. «È improprio dire che i medici vengono finanziati dalle case farmaceutiche, almeno finché non ci sono procedimenti giudiziari che lo dimostrano», ci tiene a sottolineare Carlo Rugiu, presidente provinciale dell’ Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. «Sono proprio le aziende farmaceutiche a finanziare la ricerca e che i medici ospedalieri sono coinvolti in studi clinici sull’ efficacia dei nuovi medicinali: tutto ciò, però, avviene nella massima trasparenza e con l’ autorizzazione dell’ azienda ospedaliera di riferimento. Ad ogni modo, se dovesse venire alla luce qualche comportamento illecito, sarà la Procura a occuparsene».Anche per Guglielmo Frapporti, segretario Fimmg, la Federazione italiana medici di famiglia, è opportuno «evitare di creare falsi allarmismi e gogne mediatiche». E spiega come, negli ultimi anni, i medici di base siano stati impegnati a diffondere un uso appropriato del farmaco come strumento di cura. «A Verona tra 2017 e 2018 il volume della spesa farmaceutica convenzionata, per farmaci prescritti da medici di base, si è ridotto di 5 milioni di euro, con un aumento del numero di pazienti trattati», osserva il segretario Fimmg. «In Veneto l’ utilizzo di farmaci equivalenti (i farmaci generici, senza brand, ndr), si attesta sul 34 per cento, rispetto alla media nazionale del 21, e ciò dimostra com’ è cambiato negli anni il rapporto tra medici e case farmaceutiche».Sul tema è intervenuta anche GlaxoSmithKline. «I compensi versati ai medici sono di diversa natura», si legge in una nota dell’ azienda, «e riguardano sia corrispettivi per prestazioni rese in favore di Gsk che rimborsi spese per la partecipazione a eventi formativi accreditati». Tutti compensi rendicontati sul sito dell’ azienda, previa autorizzazione dei medici. «La correttezza e l’ appropriatezza, sotto ogni profilo, dell’ indispensabile rapporto fra aziende farmaceutiche e operatori sanitari per il progresso delle cure sono garantite da un sistema basato su trasparenza e tracciabilità dei flussi», conclude la casa farmaceutica. «Gsk ha fatto proprio tale sistema votato alla limpidezza dei rapporti con gli operatori sanitari e lo dimostra ogni giorno: è sufficiente una scorsa al sito www.gsk.it per ritrovare tutte queste informazioni».
manuela trevisani

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