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19 Luglio 2019

Medici e infermieri assenti per shopping Guai per 62 a Napoli

al cardarelli una dipendente faceva timbrare il figlio 13enne blitz anche a monopoli: 46 gli indagati, 9 di loro ai domiciliari
Valeria D’ Autilia Antonio E. Piedimontenapoli. Più che furbetti ormai li considerano «professionisti» del cartellino, che tuttavia incappano nelle maglie della giustizia: ieri mattina due operazioni contro l’ assenteismo in altrettanti ospedali del Sud, in Campania e in Puglia. A Napoli sono 62 le persone iscritte nel registro degli indagati: infermieri, centralinisti, medici e personale amministrativo del “Cardarelli”. Tra loro anche un sindacalista, un consigliere comunale e due medici, uno dei quali in servizio ad Oncologia, reparto dove mancavano all’ appello quasi una decina di dipendenti al giorno. Dalle indagini della polizia – coordinate dal pm Giancarlo Novelli con il procuratore partenopeo Giovanni Melillo – è emerso pure che un’ infermiera mandava il proprio figlio minorenne a timbrare il marcatempo. Un’ altra brutta giornata per la sanità pubblica dopo l’ inchiesta di due anni fa nel “Loreto Mare” che si concluse con 55 arresti (domiciliari) e 94 indagati. E anche in quel caso venne fuori di tutto: un paramedico che lavorava come chef di un noto ristorante, un medico che andava a giocare a tennis e c’ era chi si aggiungeva straordinario mai fatto. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi: «Il danno per i cittadini è duplice: da un lato i servizi hanno subito un peggioramento a causa dell’ assenza dei lavoratori e dall’ altro vi è un evidente spreco di soldi pubblici».L’ altro blitz è scattato nell’ ospedale di Monopoli. Durante l’ orario di lavoro andavano a fare la spesa, al bar e c’ era chi raggiungeva la sua casa al mare. Inoltre, un parcheggiatore abusivo era incaricato di timbrare il badge per conto di un’ infermiera. Diciotto medici assenteisti del “San Giacomo” – nove ai domiciliari e per gli altri obbligo di dimora – sono stati individuati dai carabinieri. Stessi provvedimenti anche per quattro operatori tra tecnici e amministrativi, cinque infermieri e tre autisti di ambulanza che utilizzavano i mezzi per esigenze personali (per loro anche l’ accusa di peculato). Quarantasei gli indagati. La procura di Bari ha contestato, a vario titolo, truffa aggravata ai danni della Asl e false certificazioni legate a dichiarazioni di presenza. Da ottobre 2018, per quattro mesi, gli investigatori hanno pedinato i dipendenti che andavano a spasso. Nelle videoregistrazioni si vedono persone estranee alla struttura, di solito amici e parenti, che entrano, timbrano e vanno via. L’ indagine ha riguardato anche i complici. Obbligo di dimora per un medico del “San Paolo” di Bari, marito di una collega in servizio a Monopoli, un’ infermiera del Sert e il parcheggiatore irregolare che presidiava l’ ospedale e marcava la presenza per una dipendente. Per giustificare la mancata tracciabilità, le scuse più banali. Dall’ avaria della scheda magnetica, alla semplice dimenticanza, al presunto smarrimento della tessera. Il tutto per evitare controlli sull’ attività effettivamente svolta. Le ore trascorse sulla spiaggia o nei negozi, regolarmente pagate, hanno procurato «un profitto illecito – scrive la Procura – con conseguente danno per l’ amministrazione pubblica di appartenenza». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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