Medici di famiglia in Pronto soccorso Il piano anti-caos del Codacons.
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fonte:
- La Sicilia.it
Medici di famiglia in Pronto soccorso Il piano anti-caos del Codacons.
Mario Barresi Innanzitutto c’ è la denuncia: «Nei pronto soccorso di Catania attese disumane, fino a 10-12 ore, per i casi ritenuti meno gravi». Ma c’ è anche la proposta: «Impiegare i medici di famiglia nelle strutture territoriali di emergenza per alleggerire il carico di lavoro dei colleghi delle aziende pubbliche». Il Codacons ha presentato ieri mattina un dossier sulle carenze a Catania e in tutta la Sicilia, con annesso progetto («A basso costo per il sistema sanitario e con decine di professionisti già disponibili») per potenziare la qualità dei servizi e abbassare i tempi di risposta alle richieste dei cittadini. «Il diritto alla salute è negato» taglia corto il segretario nazionale dell’ associazione dei consumatori, Francesco Tanasi. Una conferma arriva anche da un esperto messo in campo dal Codacons: Giuseppe Giunta, ex direttore generale dell’ azienda ospedaliera “Cannizzaro”. «Nella mia carriera ultraquarantennale al servizio della sanità – assicura – ho sempre ritenuto prioritaria la garanzia dei servizi nelle strutture di emergenza. Anche quando sono stato ai vertici della carriera ogni mattina mi recavo in pronto soccorso non per un controllo gerarchico ma per stare vicino agli operatori e soprattutto ai pazienti». Un’ esperienza adesso al servizio degli utenti, con un’ amara “pagella” degli ospedali cittadini: «Sul pronto soccorso le carenze e le sofferenze non risparmiamo nessuna struttura». Ed ecco che arriva la parte costruttiva di questa mattinata: «Noi denunciamo ciò che ci segnalano i cittadini – ricorda Tanasi – e cioè attese insostebili nelle sale d’ aspetto con l’ effetto collaterale di accrescere l’ aggressività di chi subisce questi disservizi, ma lanciamo soprattutto una proposta concreta e di immediata fattibilità». Non a caso a mettere a punto l’ idea sono stati proprio degli addetti ai lavori. A partire da Gaetano Giardina (responsabile del Codacons Medici): «La soluzione contro l’ ingolfamento è che i medici di famiglia affianchino i colleghi del pronto soccorso e delle emergenze: una disponibilità volontaria per un lavoro naturalmente retribuito». L’ impiego necessario è stimato in 6-8 medici al giorno per struttura, suddivisi in due turni di 12 ore. Il costo stimato è di 200 euro lorde a turno. Ma oltre alla voglia, bisogna pure avere il tempo: «Si darebbe più spazio – precisa Giardina – ai colleghi che hanno meno assistiti in carico e meno ore di apertura in studio, ma sarebbe anche un’ occasione utile per le nuove leve». A patto che – come sottolinea Nino Rizzo, consigliere dell’ Ordine dei medici di Catania – «non si considerino questi colleghi come “soldatini” da utilizzare per tappare dei buchi nel sistema, ma si valorizzi la professionalità e il valore aggiunto». Tanto più che, come rileva lo stesso Rizzo, esistono due importanti precondizioni di fattibilità: «C’ è un progetto di integrazione dell’ emergenza territoriale che giace da cinque anni nei cassetti dell’ Asp e che andrebbe semplicemente ripreso e messo in pratica. Ma soprattutto c’ è la disponibilità dei colleghi potenzialmente interessati: da un primo sondaggio informale risultano già 60-70 medici di famiglia pronti a entrare in pronto soccorso da domani mattina. Così facendo si risolverebbe il problema del caos nei pronto soccorso, utilizzando forza lavoro immediatamente disponibile che opererebbe in strutture attrezzate di mezzi e personale».
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