4 Giugno 2012

Mecenati in campo per i beni culturali

Mecenati in campo per i beni culturali

Antonello Cherchi Una norma figlia del Colosseo. Il nuovo articolo 199-bis del codice degli appalti nasce, infatti, all’ indomani dell’ accordo tra il ministero dei Beni culturali e il patron della Tod’ s, Diego Della Valle, per il restauro dell’ anfiteatro più famoso del mondo. L’ imprenditore marchigiano sponsorizzerà i lavori con 25 milioni di euro, ma la procedura è stata oggetto di critiche, di pareri e contropareri di Antitrust e Autorità sui contratti pubblici e tuttora pende al Tar Lazio un ricorso del Codacons. Tutto favorito dal fatto che il ministero si è mosso in un contesto normativo privo di riferimenti riguardo alle sponsorizzazioni per interventi sul patrimonio culturale. Il Governo è, pertanto, corso ai ripari e ha regolamentato il settore con una disposizione ad hoc inserita nel decreto legge semplificazioni (Dl 5/2012). La nuova norma prevede che nel programma triennale dei lavori siano inseriti anche quelli relativi ai beni culturali e siano individuati gli interventi per i quali le amministrazioni competenti intendono procedere alla ricerca di sponsor. Ricerca che deve essere effettuata attraverso un bando pubblicato per almeno trenta giorni sul sito istituzionale dell’ amministrazione che chiede l’ aiuto del mecenate. Il bando deve inoltre comparire su almeno due dei principali quotidiani a diffusione nazionale e sulla «Gazzetta Ufficiale», nonché – se il contratto è di importo superiore a determinate soglie (da 130mila a cinque milioni di euro, a seconda dei casi) e dunque diventa di rilevanza comunitaria – sulla Gazzetta Ufficiale Ue. Nel bando va specificato se si cerca una sponsorizzazione di puro finanziamento – ovvero, quella in cui il mecenate porta solo i soldi, così come accade per Della Valle – oppure una sponsorizzazione tecnica, dove il privato si accolla anche la progettazione e la realizzazione in tutto o in parte dell’ opera. I candidati devono avere almeno 60 giorni per inoltrare le loro proposte, che vengono vagliate dalla stessa amministrazione interessata o, se l’ importo dell’ intervento è (al netto dell’ Iva) superiore al milione di euro, da una commissione ad hoc. Può anche darsi, però, che la gara vada deserta o le proposte non siano ammissibili. In quel caso, nei sei mesi successivi la stazione appaltante può cercare direttamente lo sponsor, contattando potenziali interessati. È proprio quanto accaduto per il Colosseo, dove il bando andò praticamente deserto e dunque il ministero decise di contattare direttamente alcuni privati, ma alla fine fu solo Della Valle a mostrarsi interessato. Per quanto riguarda le modalità di “sfruttamento” dell’ intervento – messaggi promozionali sui ponteggi o sulle altre strutture del cantiere oppure vendita o concessione degli spazi pubblicitari – sarà un regolamento, a cui si sta lavorando al ministero dei Beni culturali, a spiegare il da farsi. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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