3 Settembre 2019

McDonald’ s al Pantheon no del Mibac

la scure del ministero sull’ autorizzazione dell’ ex soprintendente per la canna fumaria
di Paolo Boccacci e Arianna Di Cori Fast food McDonald’ s al Pantheon, ancora uno stop. Con poche righe d’ agenzia ieri la Soprintendenza Speciale di Roma ha annullato in autotutela il parere del soprintendente Prosperetti favorevole all’ installazione di una nuova canna fumaria, un progetto presentato dalla multinazionale americana, che seguiva il percorso di un vecchio impianto. Un atto che potrebbe significare l’ addio definitivo al sogno della Mc-Donald’ s di aprire un fast food di 440 metri quadrati a pochi metri dal pronao del monumento. A firmarlo è stata Daniela Porro, che sostituisce ad interim Prosperetti. La sua decisione segue un’ altra presa direttamente dai vertici del Mibac: un atto di indirizzo della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio diretta da Federica Galloni. E ora si chiede alla proprietà dello stabile, l’ immobiliare Caltagirone, di far pervenire entro 30 giorni la documentazione attestante la liceità della vecchia canna fumaria. Una vicenda che sembra ripercorrere l’ altra di un mese fa, quando, anche in questo caso dopo la denuncia di Repubblica, sempre il Mibac era intervenuto per annullare, in autotutela, l’ autorizzazione alla costruzione di un fast food in un vivaio all’ interno dell’ area archeologica delle Terme di Caracalla. Polemico il Codacons che chiede al ministro « sanzioni verso i funzionari che avevano autorizzato la canna fumaria in questione senza accorgersi del danno prodotto ad una delle aree più belle e importanti di Roma». E così, dopo l’ alt del Municipio al trasferimento della licenza comprata dalla società ( sembra per un milione e 200 mila euro, da una gelateria al 64 di piazza della Rotonda, un locale di 34 metri quadri) e dopo i due blitz dei vigili del I Gruppo e dell’ ufficio tecnico del Municipio che l’ avevano obbligata a smontare un nuovo comignolo in acciaio sul tetto proprio accanto alla cupola di Sant’ Ivo alla Sapienza, ecco un ennesimo blocco all’ apertura del Mc Donald’ s che senza la canna fumaria non potrebbe smaltire i fumi che arrivano dalla cucina. Il comignolo rimosso, sostituito da un altro verniciato di rame, tra l’ altro non era stato nemmeno trattato con un ossidante per renderlo color ruggine, come prevedeva il parere della Soprintendenza. Per quanto riguarda la licenza invece uno stop al trasferimento era arrivato con una lettera giovedì scorso al quartier generale della società dall’ Ufficio Commercio del I Municipio dell’ assessorato di Tatiana Campioni. Con dentro elencati tutti i motivi ” ostativi”. E dava alla multinazionale americana, come da legge, dieci giorni di tempo per le sue repliche ed osservazioni. Al centro soprattutto l’ ampliamento della superficie dell’ attività: dai 34 del bar ai 440 metri quadrati al numero 1 della piazza, contro lo spirito della legge sul Commercio del Campidoglio che vuole diminuire la concentrazione di attività davanti al Pantheon. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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