3 Giugno 2020

McCartney vietato al Plebiscito la rivolta di oltre tremila fan

per il concerto abolito non è previsto un rimborso, ma solo un voucher per altri eventi musicali venduti 15 mila ticket, tantissimi faranno causa. ” ci sono famiglie che hanno speso 2mila euro”
di Ilaria Urbani Let it be, Let it be. “Lascia perdere”, cantavano i Beatles. Non lasceranno correre, invece, i fan napoletani sul piede di guerra per recuperare la somma investita per i biglietti del concerto di Paul McCartney che si sarebbe dovuto tenere mercoledì prossimo, tra una settimana, in piazza del Plebiscito. L’ evento è stato cancellato a causa dell’ emergenza virus, e in seguito ai decreti Cura Italia e Rilancio non è previsto il recupero della somma in danaro, ma un ” voucher” dello stesso importo da spendere entro un anno e mezzo per prossimi concerti organizzati dalla stessa società di produzione. In questo caso la D’ Alessandro e Galli. Venduti circa 15 mila biglietti. I fan dell’ ex beatle si stanno organizzando per recuperare la cifra con iniziative legali individuali o con una ” class action”. Su Facebook sono almeno 3600 gli iscritti a un gruppo per il rimborso dei ticket dei concerti di Napoli e Lucca. « Ho speso 961 euro per sei biglietti, 150 euro ognuno, più le spese di spedizione: sarebbe stato il regalo per la comunione delle mie figlie, volevo far ascoltare loro dal vivo uno dei miei miti – spiega Luca, 44 anni, residente nella zona vesuviana, impiegato nel settore commerciale di una multinazionale – Se potessi parlare con Paul gli direi: non venire più a suonare in Italia. In America, Live Nation ha lasciato la possibilità di scegliere: rimborso totale o buono del 150 per cento. Certo non possono costringermi ad assistere a concerti che non mi interessano » . Si rischiano migliaia di cause contro la società che ha emesso i biglietti. «Ho acquistato i biglietti su TicketOne a novembre, l’ ho regalato anche a mia nipote e a mio fratello che vivono a Milano – prosegue Luca – A sua volta mio fratello ha comprato cinque biglietti per la sua famiglia e altri amici. Due famiglie perdono quasi duemila euro. Siamo costretti entro il 17 giugno a richiedere il voucher ma, se il governo non correggerà il tiro, faremo un’ azione legale. C’ è un avvocato milanese, che sarebbe venuto anche al concerto al Plebiscito, che si sta offrendo per assisterci tutti gratuitamente. Questa è una truffa. Comprare un biglietto tanto tempo prima perché poi sparisce equivale a sottoscrivere un contratto. Se quel contratto decade, vuol dire che il contratto è nullo. Siamo arrabbiati con il governo e con la società di produzione » . Il popolo partenopeo dei Baetles fa appello all’ Antitrust e al Codacons. « L’ Antitrust ha ritenuto rimborsabili i voucher del settore turismo, per viaggi e vacanze cancellati – chiosa Luca – lo stesso dovrebbe essere per noi, lo Stato non può essere connivente con le scelte di imprenditori privati, deve prima di tutto tutelare i cittadini. Che rabbia: tra l’ altro, nel gruppo Facebook un signore ha candidamente scritto che è lui riuscito ad avere il rimborso della cifra grazie alla clausola di protezione di 180 giorni prevista con l’ acquisto Paypal». Oltre al danno, la beffa per Sandro Sorrentino, vomerese, 66 anni, docente d’ inglese, fan incallito dei Beatles sin da ragazzino. Non ha mai visto dal vivo i Beatles e per non lasciarsi scappare l’ occasione di ascoltare Paul McCartney nella sua città ha speso ben 1200 euro per quattro biglietti, compresa l’ assicurazione. « La mia compagna, io e una coppia di amici abbiamo acquistato i biglietti a novembre, trattandosi di una data così lontana abbiamo scelto l’ opzione ” biglietto sicuro” – spiega il fan che segue da mezzo secolo i Fab Four – una polizza al costo di 80 euro cadauno che consente di riavere la somma se si è impossibilitati ad assistere al concerto per malattia, terremoti, tempeste. Ma nelle clausole non c’ è la pandemia. Quindi siamo costretti a fare richiesta del voucher, anche se non siamo interessati ad altri concerti. Abbiamo rinunciato a un weekend di vacanza solo per ascoltare dal vivo il nostro mito. Sarebbe stato, probabilmente, il suo ultimo concerto qui a Napoli per evidenti ragioni anagrafiche. Caro Paul, l’ idea del voucher è un abuso». In piazza del Plebiscito lo striscione che annunciava il concerto di Paul McCartney sul cantiere della metro è ormai stato capovolto, ma Sandro e i suoi amici non si rassegnano. « Il governo ha scelto di non rimborsare i soldi per sostenere la filiera della musica, le maestranze – aggiunge il prof di inglese – ma nessun palco è stato montato, nessun operaio sta lavorando: cosa dovremmo sostenere? Ci uniremo alla class action». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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