21 Maggio 2020

McCartney, fan in rivolta I promoter: solo voucher

«Non siamo noi ad aver voluto tutto questo: il legislatore ha fatto la regola. Chi ama la musica dovrebbe accettare il voucher della durata di 18 mesi e sostenere il nostro settore, la cui filiera è costituita da 410.000 persone “invisibili”». Così Mimmo D’ Alessandro, che con Adolfo Galli è dal 1989 il promoter italiano di Paul McCartney (e di tante altre star), ha risposto ieri mattina alle domande di Radio 24. Quelli posti al promoter campano sono gli stessi che si fanno da giorni i fan del musicista di Liverpool, delusi dal mancato rimborso dei 17 mila biglietti venduti per il concerto di Napoli del 10 giugno annullato nelle scorse settimane Perché un voucher sostitutivo dei ticket anziché il rimborso? D’ Alessandro ha dribblato le migliaia di lamentele, spesso anche minacciose o spietate, giunte da tutta Italia e non solo: «Anche gli alberghi o le compagnie aeree stanno convertendo pernottamenti e voli in voucher». I fan dei Beatles e di McCartney sono infuriati, anche per via dell’ alto costo dei biglietti dei concerti, che raggiungevano punte di 220 o 370 euro per i cosiddetti Vip Tickets. «Il comparto dello spettacolo e della cultura va sostenuto, ma non con i soldi dei cittadini» è il commento di Armando Grassitelli, avvocato e scrittore, da sempre fan di McCartney e da alcuni anni alla guida dell’ associazione Guapanapoli, che organizza spettacoli e concerti nel territorio campano: «Riteniamo non corretta la decisione del Governo e abbiamo deciso, ad esempio, di dare la possibilità di scegliere tra voucher e rimborso agli acquirenti dei biglietti per il nostro spettacolo con lo storyteller Federico Buffa». Il Codacons è intervenuto ieri sul caso, facendo riferimento alle «dure reazioni» che la vicenda sta scatenando. L’ associazione dei consumatori ha comunicato che «numerosissime sono le richieste di aiuto da parte di cittadini che si sono visti annullare eventi e spettacoli organizzati per le prossime settimane». Secondo il Codacons, sono stati cancellati i diritti dei consumatori, con «l’ assurdo meccanismo del voucher come forma di rimborso. Ma è di tutta evidenza che se un evento viene annullato e non sarà più organizzato, il consumatore ha diritto in base al codice civile alla restituzione dei soldi versati, e non certo ad un voucher». Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ha annunciato la possibilità di un’ azione collettiva dinanzi alla Commissione Europea «contro gli organizzatori degli eventi annullati che non riconoscono, a chi non vuole o non può utilizzare il voucher, il rimborso in denaro». «La D’ Alessandro & Galli si nasconde dietro al Decreto Rilancio Italia – è il commento del musicista Brunello Canessa, veterano della scena-live campana con quasi 200 concerti all’ anno, di colpo spazzati via dal Covid-19 – e c’ è una differenza enorme fra concerti rinviati e concerti cancellati. Io faccio parte della filiera musicale e sono a casa senza lavoro. Vergognoso».
michelagelo iossa

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