10 Gennaio 2017

Mazzoni, un altro rinvio E scoppia la rabbia in aula

Mazzoni, un altro rinvio E scoppia la rabbia in aula
disguido della
procura e la sentenza per il buco da 12 milioni slitta al 19 gennaio le
vittime della truffa: «basta», «aspettiamo giustizia da 4 anni»,
«vergogna»e alcuni risparmiatori criticano il codaconsl’ ex broker
scomparso da ferrara nel 2013

Di lui non sanno più nulla dal gennaio 2013 quando sparì con i loro soldi, perchè da allora Raffaele Mazzoni (nella foto) non si è fatto più vedere. Un buco conteggiato da procura e guardia di finanza in 12 milioni di euro, mentre loro, i truffati sono 250 sul migliaio che Mazzoni aveva in portafoglio. Delusi e amareggiati, i risparmiatori truffati da Mazzoni. Alcuni su tanti, Paolo, assieme alla moglie Lida dopo 4 anni se la prendono anche con il Codacons: «Ricordiamo che nel febbraio di 4 anni a Jolanda alla prima riunione ci dissero, entro l’ anno avrete tutti i vostri soldi». Si dicono delusi per le mancate comunicazioni tra legali e risparmiatori, sono disorientati. Ricordano che Mazzoni, «mi chiamava “zio”», dice Paolo, «veniva in casa e mi diceva prepara il pesce che lo sai fare bene» aggiunge Lida. L’ avvocato Beatrice Capri ieri in aula per Codacons prende atto dello «sfogo» dei risparmiatori, spiega che spesso «vi sono tempi processuali da rispettare», come dire non è Codacons a dettare i tempi. di Daniele Predieri Il carabiniere di turno fuori dall’ aula, “armato” di cellulare, sta per chiedere rinforzi, poi richiama e spiega di lasciar perdere: «Già tutto rinviato». Perchè dentro l’ aula si è rischiato, vista la tensione innescata proprio dal rinvio, inatteso, l’ ennesimo per un processo ormai senza fine, con il sottofondo dei tanti che commentavano: «No», «Basta», «Non ne possiamo più», «Aspettiamo da 4 anni», «Io no resto in aula me ne vado». Ci scappa anche qualche “vaffa” di troppo, sentito in fondo all’ aula del processo contro l’ ex broker Raffele Mazzoni. Perchè ieri mattina si sarebbe dovuto concludere con la sentenza (attesa ormai da sei mesi), dopo un processo durato quasi 2 anni, ma un disguido tra procura di Ferrara e procura generale ha obbligato tutti a rinviare al 19 gennaio prossimo, alle 15 (e anche qui commenti a non finire, sanguigni, in dialetto: «ci portiamo da mangiare, facciamo sera»). Il disguido è tutto concentrato sulla assenza del pm Nicola Proto che aveva condotto inchiesta e processo, era stato trasferito a Bologna questa primavera e doveva essere applicato per chiudere questo processo, ieri mattina, per replicare alle difese. Lui non c’ era, al suo posto un “incolpevole” pm in aula (Stefano Longhi) che con molta obiettività ha indicato nella procura (l’ ufficio) piena responsabilità chiedendo il rinvio per risolvere il disguido e poter studiare atti e replicare alle conclusioni delle difese. Innescando la reazione, anche controllata, dei risparmiatori che hanno visto bruciati 12 milioni di euro dei loro risparmi e che attendono da 4 anni verità, giustizia e rimborsi dei soldi. Dovranno attendere solo il 19 gennaio, quando finalmente dovrebbe concludersi il processo con la sentenza del giudice Debora Landolfi che dovrà valutare se accogliere o meno al richiesta che lo stesso Proto fece quasi un anno fa di una condanna a 9 mesi di carcere per Mazzoni. Giudice Landolfi che ieri con molta calma e decisione spiegava ai tanti risparmiatori in aula (oltre un centinaio) le ragioni dell’ ennesimo rinvio, primo tra tutti che le repliche dell’ accusa era tutte favore delle parti civili, dei risparmiatori e permetterà anche a me di approfondire con calma i dubbi del processo». «Ma che calma!», sbottano in aula, tanti, tutta una serie di motivi che hanno allungato il processo in una attesa estenuante. «Sono quattro anni che attendiamo, non ne possiamo più, ce lo potevano dire prima», spiega la signora Dina. «Vergogna, ci prendono in giro» la riprende l’ amica al suo fianco.
daniele predieri

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