5 Giugno 2020

Maxitruffa, per Gaiatto il processo d’ appello comincerà il 21 luglio

Comincerà il 21 luglio dinanzi alla seconda sezione penale di Trieste il processo d’ appello sulla maxitruffa Venice per Fabio Gaiatto, 45 anni, portogruarese, in carcere dall’ 11 settembre 2018. «Speriamo – ha dichiarato l’ avvocato Guido Galletti – che sia un processo sereno, più equilibrato e meno condizionato da fattori esterni».Sono 1069 i risparmiatori e 12 le società o enti costituiti parte civile, fra i quali il comune di Portogruaro che ha lamentato il danno d’ immagine e Codacons e Federconsumatori. In fumo risparmi per oltre 26 milioni. In primo grado il gup Eugenio Pergola ha condannato l’ ex trader a 15 anni e 4 mesi di reclusione per associazione a delinquere, truffa aggravata, abusivismo bancario e finanziario, autoriciclaggio. L’ accusa – il procuratore Raffaele Tito e il pm Monica Carraturo – aveva chiesto la condanna a nove anni di reclusione. La procura ha ricostruito il meccanismo della truffa: i risparmiatori sono stati attirati dalla promessa di tassi di interesse esageratamente alti e visionavano tramite la app della Venice installata sui loro telefonini i guadagni, in realtà fittizi. Gli inquirenti hanno accertato che poco più dell’ uno per cento del capitale è stato investito nel forex, il mercato dello scambio di valute estere. La Venice, però, ha registrato solo perdite. I pm hanno ricostruito che i vecchi investitori venivano remunerati in realtà con i soldi incassati dai nuovi clienti della Venice, attuando lo schema Ponzi. Al vertice dell’ associazione per delinquere, secondo l’ accusa, c’ era Gaiatto, che si avvaleva di 17 fra collaboratori e procacciatori di clienti. Con il provento delle truffe, secondo i pm, la Venice ha concesso 11 milioni di euro di prestiti a tasso zero.La difesa di Gaiatto eccepisce la nullità della sentenza per motivazione apparente per le due ipotesi di autoriciclaggio (prestiti e acquisto di immobili per 4 milioni di euro) mentre chiede nel merito alla Corte d’ appello di Trieste l’ assoluzione dall’ associazione per delinquere (meramente desunta secondo il legale dalla pluralità di imputati), l’ assoluzione o riqualificazione di quattro ipotesi di truffa in appropriazione indebita, l’ assoluzione dall’ abusivismo finanziario dopo l’ aprile 2016 (in quanto l’ attività di raccolta dei risparmi in Croazia e Slovenia dove era stata trasferita la sede delle società non è richiesta l’ autorizzazione) e dall’ abusivismo bancario per l’ assenza di una struttura organizzata. –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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