“Maxiprocesso per la Cascina“
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fonte:
- la Repubblica
La procura: cibi scaduti nelle mense, 32 a giudizio
La decisione del gup è attesa per il prossimo 15 marzo I reati contestati vanno dalla frode al falso e alla truffa
Tre ore di udienza poi, alla fine, la richiesta dell`accusa. I sostituti procuratori Lorenzo Nicastro e Roberto Rossi hanno invocato il processo per i 32, tra dirigenti della Cascina e imprenditori, coinvolti nell`inchiesta sullo scandalo delle mense. La tesi che, nell`aprile del 2003, portò all`arresto di cinque rappresentanti della società cooperativa e di tre fornitori è stata, quindi, ribadita. A distanza di un anno dal deposito della richiesta di rinvio a giudizio, propedeutica alla fissazione dell`udienza preliminare, i pubblici ministeri Nicastro e Rossi hanno spiegato che i per 32 indagati il processo è inevitabile. La storia è lunga, complessa e costellata di polemiche. Ha fatto discutere e ha suscitato indignazione. Riguarda il servizio di ristorazione, gestito sino al 2003 nelle scuole materne ed elementari di Bari, al Policlinico (dove continua a farlo), all`ospedale di Altamura e all`università. Le accuse sono gravi. L`inchiesta candotta dai carabinieri del Nas, e anche le denunce riportate su Repubblica, dicono che per anni la Cascina avrebbe servito pasti di pessima qualità o in alcuni casi scaduti. Ai bambini delle scuole, agli ammalati del Policlinico e agli studenti dell`università la società romana avrebbe fornito prodotti avariati, cibo mal conservato. Lo confermano le intercettazioni telefoniche, i riscontri che i sostituti procuratori Nicastro e Rossi hanno portato per motivare le richieste di arresto. Nell`inchiesta dei due pm baresi c`è l`accusa di somministrazione di sostanze alimentari nocive e poi quella di truffa aggravata. Perché la Cascina, secondo l`accusa, ha vinto le gare d`appalto depositando autocertificazioni false, attestando solo sulla carta il pagamento di contributi previdenziali e assistenziali, di tasse e imposte. E così ai 32 imputati, tra cui un funzionario pubblico, viene contestato a vario titolo anche il reato di falsità ideologica e materiale, frode nelle pubbliche forniture e turbata libertà degli incanti. Le posizioni più gravi sono quelle di Salvatore Melonascina, Emilio Fusco Roussier, di Camillo Aceto, di Gabriele Scotti e Ivan Perrone, dirigenti della società cooperativa, finiti ai domiciliari il 9 aprile di tre anni fa. Ora sulla richiesta dell`accusa dovrà pronunciarsi il gup Anna Polemio che ha fissato tre udienze. Il 27 febbraio e l`otto marzo la parola passerà alla difesa degli imputati, mentre il 15 marzo arriverà la decisione del giudice. Che ieri, dopo quella delle Ausl Bari 4 e Bari 5, del Comune del capoluogo pugliese e del Policlinico ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile dell`Adoc, del Codacons e della Federconsumatori. E approderà nelle aule del gup il 27 febbraio anche lo scandalo della mancata realizzazione al Policlinico del centro cottura. I sostituti procuratori Nicastro e Rossi, in questo caso, hanno chiesto il processo per Pompeo Traversi, direttore generale della struttura sanitaria, per Savino Lastella, dirigente dell`area gestione e patrimonio e per tre rappresentanti della Cascina. Nonostante dal Policlinico fossero stati autorizzati mandati di pagamento alla società cooperativa per due milioni di euro, i lavori del centro cottura all`interno del centro ospedaliero, spiegano gli investigatori, non sono mai cominciati.
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